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	<title>Antonio Iafano &#187; pizzo</title>
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	<description>Il sito di Antonio Iafano</description>
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		<title>Il pizzo come forma di consenso sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 00:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
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<p>L&#8217;estorsione è una forma di reato in cui un soggetto constringe, con la violenza o con la minaccia, una o più persone a fare o ad omettere qualche cosa procurandosi un profitto illegittimo. Tale reato è sancito nell&#8217; articolo 629 del codice penale. Il pizzo (o racket) è una forma di estorsione. Esso consiste in un&#8221;attività criminosa con lo scopo di ottenere un benificio economico da un imprenditore in cambio di una &#8220;protezione&#8221;.</p>
<p>Il pizzo non è attività fondamentale e prevalente delle mafie, ma sicuramente indispensabile.  I profitti di tale attività criminosa sono marginali, ma non vi è gruppo criminale organizzato in Italia che non si applichi nella richiesta del pizzo. Il pentito Gaspare Mutolo ha spiegato ai magistrati che l&#8217;estorsione è ormai un &#8220;prestigio&#8221; per la mafia perchè si entra in contatto con gli imprenditori.</p>
<p>Oggetto dell&#8217;estorsione è sempre e solo attività commerciali in buona stato e mai in crisi, in fallimento o in liquidazione,  la mafia non spreme dove sa che non c&#8217;è niente da spremere.</p>
<p>Spiega Tano Grasso:</p>
<blockquote><p>Il racket contiene per intero, al proprio interno e nel suo esercizio, tutte le componenti della fenomenologia mafiosa. E’ un delitto che può essere consumato soltanto se chi lo esercita riesce a impaurire in modo significativo e continuo. Nessuno può presentarsi in un negozio per chiedere il pizzo se non ha fama di uomo in grado di scatenare la propria forza violenta e di contenere quella degli altri.<em> Questa capacità intimidatoria deve e può svilupparsi solo in un territorio dove la sicurezza personale e dei propri beni è incerta o così viene percepita.</em></p></blockquote>
<p>Colui che &#8216;estorce è un soggetto che gode di una certa reputazione o in alternativa è mandato da qualcuno che ha prestigio. Un commerciante di Napoli che all&#8217;apertura del negozio scopre che è stato oggetto di atti vandalici o di furto, già immagina che presto si presenteranno degli uomini che con la solita frase &#8220;siamo gli amici&#8221; o &#8220;ci manda &#8230;.&#8221;, ancora &#8220;ti devi mettere a posto per la tua sicurezza&#8221;. Anche se ormai nei quartieri napoletani ancora prima di aprire un&#8217;attività commerciale, il futuro imprenditore già sa a chi dovrà pagare.  Un commerciante di Firenze che all&#8217;apertura del negozio scopre che è stato oggetto di atti vandalici o di furto, non immaginerà mai che possa essere stata una forma d&#8217;intimidazione da parte della criminalità organizzata, perchè Firenze non ha una presenza della mafia tale da paragonarla a Napoli. Tano Grasso vuole spiegare che  è la percezione del fenomeno che cambia da un cittadino di Firenze e un altro di Napoli. L&#8217;estorsione è attività della mafia soprattutto nei territori in cui essa ha un controllo primario. Essa esercita un forma di controllo sul territorio e l&#8217;imprenditore è sempre a conoscenza del soggetto che gli fa la richiesta. La mafia si presenta, fa intimidazione, nella peggiore dei casi minaccia e infine estorce; maggiore è il radicamento storico minore sarà l&#8217;intimidazione nei confronti dell&#8217;imprenditore.  Vale la pena ricordare che si possono avere interessi e capitali mafiosi anche non avendo la presenza fisica della mafia; Giovanni Falcone ci ha anche insegnato che i soldi della mafia, prima o poi richiedono la presenza e i metodi dei mafiosi.</p>
<p>Colui che paga: accetta la forma di controllo,  finanzia la mafia e quindi la fa crescere, in conclusione, accetta socialmente il mafioso.</p>
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