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	<title>Antonio Iafano &#187; Mafia</title>
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	<description>Il sito di Antonio Iafano</description>
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		<title>Dopo Dell&#8217;Utri, anche Andreotti a Frosinone</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 22:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si usa l&#8217;espressione &#8220;destra o sinistra non cambia niente&#8221; non si può parlare sempre di qualunquismo o di anti-politica; se un condannato per mafia era stato invitato da esponenti del PDL , questa volta è stato un esponente del PD a invitare un &#8220;mafioso prescritto&#8221;. Proprio Francesco Scalia, Presidente della Provincia, (carica istituzionale che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" title="Giulio Andreotti" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2008/05/andreotti.jpg" alt="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2008/05/andreotti.jpg" width="250" height="254" /> Quando si usa l&#8217;espressione &#8220;destra o sinistra non cambia niente&#8221; non si può parlare sempre di qualunquismo o di anti-politica; se un condannato per mafia era stato invitato da esponenti del PDL , questa volta è stato un esponente del PD a invitare un &#8220;mafioso prescritto&#8221;. Proprio Francesco Scalia, Presidente della Provincia, (carica istituzionale che mai come in questi ultimi tempi dovrebbe promuovere iniziative sulla legalità) ha invitato ufficialmente il sen. Andreotti il 16 marzo per premiare i vincitori del concorso  giornalistico Luciano Renna. Certamente un&#8217; inziativa importante un concorso gionalistico in ricordo di Luciano Renna, il noto giornalista venuto a mancare alcuni anni fa&#8217;. Ma perchè il vincitore dovrà avere il &#8220;disonore&#8221; di essere premiato da un senatore colluso con la mafia.</p>
<p style="text-align: left;">Giulio Andreotti è stato imputato a Palermo per <span class="new">concorso esterno in associazione mafiosa</span>. La sentenza di primo grado lo aveva assolto perché il fatto non sussiste, mentre la sentenza di appello del 2 maggio 2003  ha accertato il «reato di partecipazione all&#8217;associazione per delinquere»  fino alla primavera del 1980. Reato purtroppo estinto per prescrizione.</p>
<p>I tg e i giornali diffusero la notizia con titoli del tipo &lt;&lt;Andreotti non è mafioso, assolto&gt;&gt;  oppure &lt;&lt;Andreotti è  innocente&gt;&gt; , forse non era importante divulgare i motivi dell&#8217;assoluzione, forse non è importante in democrazia informare il popolo che il 19 agosto 1985  l&#8217;allora Ministro degli Esteri Giulio Andreotti ebbe un incontro a Mazara del Vallo con Andrea Manciaracina, all&#8217;epoca uomo di fiducia di Salvatore Riina.  Andreotti stesso confermò l&#8217;incontro dichiarando di aver conversato sui problemi inerenti la legislazione della pesca. La deposizione fu ritenuta inverosimile dai giudici. Nel 1979 Andreotti incontrò Stefano Bontate (l&#8217;allora capo di cosa nostra) a Catania. Bontate lamenta ad Andreotti il comportamento di Piersanti Mattarella (all&#8217;epoca Presidente della Regione Sicili ed esponente della DC) nei confronti dei cugini Lima, politici della DC e uomini d&#8217;onore. Il boss sollecitò Andreotti di calmare Mattarella altrimenti &#8220;sarebbe finita male&#8221;. Andreotti non denuncia l&#8217;accaduto, e Mattarelli viene assassinato il 6 gennaio 1980.   Sono decine gli incontri descritti nella sentenza tra cui accordi per scambi di favore.</p>
<p>Va precisato che l&#8217;assoluzione è diversa dalla prescrizione anche nel gergo tecnico. L&#8217;assoluzione, che non è il caso del processo Andreotti, viene emessa quando il l&#8217;imputato non ha commesso reato o non è dimostrabile per la giurisprudenza (come nel caso di molti politici). La prescrizione, nel caso del processo Andreotti, viene emessa quando l&#8217;imputato ha commesso il fatto ma per decorrenza dei tempi, il reato è istinto.</p>
<p>Grazie a Francesco Scalia per aver invitato un mafioso prescritto in Ciociaria</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/U-9Saud39vg&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/U-9Saud39vg&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/U-9Saud39vg&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.youtube.com/v/U-9Saud39vg&amp;hl=it&amp;fs=1"></embed></object></p>
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		<title>Adolfo Parmaliana: un uomo onesto che &#8220;sorrideva alla vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 00:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo parmaliana]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona pozzo di gotto]]></category>
		<category><![CDATA[beppe alfano]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[rita atria]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho ricevuto un&#8217;email e sento il dovere di pubblicarla: Salve stiamo raccogliendo delle firme per intestare il dipartimento di chimica industriale dell&#8217;Università di Messina al professore Adolfo Parmaliana scomparso il 2 ottobre&#8230; vi sarei grato se potrestre aggiungere al vostro sito il link  http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime dove stiamo raccogliendo le firme. attendo vostre notizie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/11/adolfo_parmaliana_11.jpg"><img class="size-medium wp-image-114 aligncenter" title="adolfo_parmaliana_11" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/11/adolfo_parmaliana_11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa ho ricevuto un&#8217;email e sento il dovere di pubblicarla:</p>
<blockquote><p>Salve<br />
stiamo raccogliendo delle firme per intestare il dipartimento di chimica industriale dell&#8217;Università di Messina al professore Adolfo Parmaliana scomparso il 2 ottobre&#8230; vi sarei grato se potrestre aggiungere al vostro sito il link  <a href="http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime%C2%A0" target="_blank">http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime </a>dove stiamo raccogliendo le firme.<br />
attendo vostre notizie cordiali saluti</p>
<div>Giuseppe Maimone</div>
</blockquote>
<div>Adolfo Parmaliana, 50 anni,  docente universitario di chimica, il 2 ottobre si è lanciato nel vuto dal viadotto dell&#8217;autostrada messina-palermo.  Grazie alle sue denunce fu sciolto il consiglio comunale di Terme Vigliatore per associazione mafiosa. E&#8217; stato in prima linea contro la lotta alla mafia. In una lettera lasciata al fratello, spiega di una cupola giudiziaria corrotta che ha insabbiato diverse sue denunce pubbliche su connessioni e affari cosa nostra, ambienti giudiziari, politica e massoneria. A chi dirigeva allora il comune non è successo niente, c&#8217;è stato solo uno scmaio di ruoli, mentre al prof. Parmaliana è toccato un accusa e un rinvio a giudizio per diffamazione dalla procura di Barcellona Possa di Grotta (ME). Il reato contestatogli è dovuto all&#8217;affissione di due manifesti in seguito allo scioglimento del cosiglio comunale in cui si leggeva : &lt;&lt;Giustizia è fatta, gli onesti hanno vinto&gt;&gt;. Ma probabilmente, Adolfo Parmaliana non ha retto questa &#8220;ritorsione&#8221;.  Fabio Repici, legale della famiglia ha dichiarato: &lt;&lt;In nessuno caso il mio cliente fece nomi. Le querele sporte contro di lui, inoltre, erano tutte fuori termine e, nonostante ciò, è arrivato il rinvio a giudizio&gt;&gt;  e allora perchè questa denuncia per diffamazione? Si spiega tutto nel seguente documento lasciato dal professore:</div>
<blockquote>
<div><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/11/2044848.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-118" title="2044848" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/11/2044848.jpeg" alt="" width="230" height="300" /></a></div>
<div>La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.</div>
<p>Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.</p>
<p>Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottare al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.</p>
<p>Chiedete all&#8217;Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all&#8217;Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.</p>
<p>Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.</p>
<p>Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d&#8217;animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi. <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --></p>
<p>Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.</p>
<p>Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.</p>
<p>Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l&#8217;università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.<br />
I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.</p>
<p>Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.</p>
<p>Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.</p>
<p>Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l&#8217;ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.</p>
<p>Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.</p></blockquote>
<div>Questa storia, ricorda tanto quella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Alfano">Beppe Alfano</a>, non a caso spuntano fuori le stesse persone coinvolte con l&#8217;omicidio del giornalista. Leggendo la lettera si può ricordare anche <a href="http://www.ritaatria.it/">Rita Atria</a>, anch&#8217;egli rimasta solo dopo la morte di Paolo Borsellino.</div>
<div>Ancora una volta, i media come per Beppe Alfano e per Rita Atria, gettano il silenzio sul caso dopo il piccolo servizietto di routine.</div>
<div style="text-align: center;"><strong>Ancora una volta un uomo, un cittadino onesto, è stato abbandonato dallo stato.</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Ancora una volta un cittadino è stato vittima del sistema,</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>un sistema mafioso, un sistema corrotto, quello stesso sistema che lui ha denunciato.</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong>Adolfo Parmaliana era un uomo onesto che &#8220;sorrideva alla vita&#8221;.</strong></div>
<div style="text-align: center;">FIRMA LA PETIZIONE:</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime%C2%A0" target="_blank">http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime </a></div>
<div>Per approfondienti:</div>
<div>http://it.wikipedia.org/wiki/Adolfo_Parmaliana</div>
<div>http://www.articolo21.info/4280/editoriale/laddio-della-sicilia-antimafiosa-ad-adolfo.html</div>
<div>http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=9448&amp;Itemid=78</div>
<div>http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_03/professore_suicida_messina_f77cfe18-914f-11dd-9f28-00144f02aabc.shtml</div>
<div>http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2044785</div>
<div>http://stefanobellanda.altervista.org/?p=228</div>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antonioiafano.com/adolfo-parmaliana-un-uomo-onesto-che-sorrideva-alla-vita.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sadegna tra paradisi, strane scie in cielo e investimenti mafiosi.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[  Le spiaggie sarde Il mese scorso ho trascorso una settimana di vacanza nella Gallura, in Sardegna. E&#8217; stupenda: chilometri di strade panoramiche in mezzo a magnifiche colline ricche di vegetazione, a volte capita anche di avvistare qualche porcellino sardo. Il mare è magnifico, chiaro e limpido, si vede il fondo anche a diversi metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;"><strong> </strong></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;"><strong>Le spiaggie sarde</strong></div>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_50" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030895.jpg"><img class="size-medium wp-image-50" title="p1030895" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030895-300x225.jpg" alt="Antonio mentre fa il bagno nell'isola disabitata di Santa Maria (arcipelago de La Maddalena)" width="300" height="225" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p>Il mese scorso ho trascorso una settimana di vacanza nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gallura">Gallura</a>, in Sardegna. E&#8217; stupenda: chilometri di strade panoramiche in mezzo a magnifiche colline ricche di vegetazione, a volte capita anche di avvistare qualche porcellino sardo.</p>
<p><img class="alignright" title="Maiale sardo" src="http://www.agraria.org/suini/sarda.jpg" alt="" width="288" height="216" /></p>
<p>Il mare è magnifico, chiaro e limpido, si vede il fondo anche a diversi metri di profondità; ma soprattutto la spiaggia non conosce i lidi, i parcheggi, i bar &#8230; il cemento. Metri e metri di spiaggia libera, al naturale, tra le tante insenature caratteristiche al massimo si trovano un paio di spiaggie private e un piccolo bar costruito principalmente in legno. Sono rimasto affascinato da questo particolare poichè sono abituato alle spiaggie pontine: scarico fognaro, cemento e residence in costruzione ovunque, camorra e politici che si divertono a creare spiagge artificiali dopo averle prima distrutte.</p>
<p>La Sardegna no! Non conosce ancora la politica del cemento.</p>
<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030852.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030754.jpg"><img class="size-medium wp-image-56 aligncenter" title="p1030754" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030754-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030821.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-58" title="p1030821" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030821-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030740.jpg"><img class="size-medium wp-image-55 alignright" title="p1030740" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030740-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030876.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-54" title="p1030876" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030876-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/09/p1030875.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-53" title="p1030875" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/p1030875-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Mafia in Sardegna</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nonostante le sue belleze naturali, questa terra non è totalmente immune dalle mafie. Un detto sardo recita così:<strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">Né la vipera né la mafia. </span></strong></p>
<p style="text-align: center;">Una sorta di scongiura per allontanare le infiltrazioni mafiose dall&#8217;isola. Ma in realtà gli investimenti mafiosi in sardegna e talvolta gli stessi investitori sono presenti già da tempo. Infatti risalgono agli anni &#8217;80 le primi indagini del dr. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato">Imposimato </a>riguardo a capitali riciclati nella zona di Olbia e la Gallura. Investimenti edilizi in appartamenti e servizi turistici che coinvolgevano la famiglia di Pippo Calò, &#8216;ndrangheta e indirettamente Silvio Berlusconi. Ma solo con le ultime operazioni di polizia come con l&#8217;operazione &#8220;dirty money&#8221; il fenomeno ha avuto la giusta attenzione. Tale operazione constatò un giro di riciclaggio con l&#8217;ammontare di 5 milioni di euro partiti da milano per poi finire in sardegna e svizzera. Finirino in carcere 9 persone tra cui un importante finanziere svizzero ed esponenti di primo piano di una cosca calbarese.</p>
<p>Per approfondimenti:</p>
<p>http://www.narcomafie.it/articoli_2008/dos_7_8_2008.htm</p>
<p>http://www.sardegna.beniculturali.it/eventi/642354/mafia-e-criminalita-in-sardegna.html</p>
<p>http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7414/78/</p>
<p>http://www.brianzapopolare.it/sezioni/politica/berlusconi_mafioso_lega_2001feb16.htm</p>
<p>http://www.regionesardegna.it/documenti/1_56_20080610124030.pdf</p>
<p>http://www.eddyburg.it/article/articleview/10600/0/128/</p>
<p>http://www.newstin.it/rel/it/it-010-000487984</p>
<p>http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/I-tentacoli-della-mafia-sulla-citta/1433837?edizione=EdRegionale</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Scie chimiche</strong></p>
<p style="text-align: left;">Riguardo alle scie chimiche inutile stare qui a parlarne per ripetere sempr le stesse cosa tra bufale e realtà. Pubblico solo alcuni foto che ho avuto modo di scattare pesonalmente dall&#8217;&#8221;isola dei gabbani&#8221;:</p>
<p style="text-align: center;">fare clic sulle foto per ingrandirle</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030952.jpg"><img class="size-medium wp-image-110 aligncenter" title="p1030952" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030952-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030950.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-109" title="p1030950" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030950-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030949.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-108" title="p1030949" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030949-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030948.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-107" title="p1030948" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030948-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030945.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-104" title="p1030945" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030945-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030944.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-103" title="p1030944" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030944-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030943.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-102" title="p1030943" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030943-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/10/p1030942.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-101" title="p1030942" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/p1030942-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Foto scattate il 9 settembre 2008 dalle ore 15,29 alle ore 15,45</strong></p>
<p style="text-align: center;">In questo arco di tempo sono passati decine di aerei.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Per approfondimenti sulle scie chimiche:</p>
<p style="text-align: left;">http://www.sciesardegna.it</p>
<p style="text-align: left;">http://www.sciechimiche.org</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Scia_chimica</p>
<p>http://www.tankerenemy.com/</p>
<p>http://scie-chimiche.blogspot.com/</p>
<p>http://www.sandrobrandolini.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=25&amp;Itemid=29</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antonioiafano.com/sadegna-tra-paradisi-strane-scie-in-cielo-e-investimenti-mafiosi.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corrado Carnevale &#8220;l&#8217;ammazza sentenze&#8221;</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/corrado-carnevale-lammazza-sentenze.html</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 15:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[caponnetto]]></category>
		<category><![CDATA[elvio di cesare]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fà, ho ricevuto la seguente email che pubblico con piacere ma soprattutto dovere: Due parlamentari dell&#8217;opposizione che se ne intendono: Gerardo D&#8217;Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi, hanno fatto una bella scoperta. Che cosa hanno scoperto? Che l&#8217;altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fà, ho ricevuto la seguente email che pubblico con piacere ma soprattutto dovere:</p>
<p>Due parlamentari dell&#8217;opposizione che se ne intendono: Gerardo D&#8217;Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi, hanno fatto una bella scoperta.<br />
Che cosa hanno scoperto? Che l&#8217;altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno inserito un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi.<br />
Cosa diceva quella norma? Che i magistrati non possono ricoprire incarichi direttivi oltre i 75 anni se sono stati reintegrati in base alla legge che consentiva ai funzionari pubblici, sospesi o dimissionari per processi o condanne, che poi venivano assolti e potevano essere reintegrati.<br />
In caso di reintegro, comunque il magistrato non può ricoprire incarichi direttivi se ha compiuto 75 anni.<br />
Uno dirà: &#8216;ma di chi stanno parlando? Fate nomi e cognomi!&#8217;.<br />
Chi è il magistrato che è stato reintegrato dopo che si era dimesso perché era stato condannato, poi era stato assolto ed è ritornato in carica e ha compiuto 75 anni? Non ce ne sono mica tanti: ce n&#8217;è uno.<br />
Si chiama Corrado Carnevale.<br />
E&#8217; una vecchia conoscenza, soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lo consideravano l&#8217;avversario numero uno.<br />
Subito dopo la mafia c&#8217;era colui che alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia.<br />
Ma non solo di quelle di Palermo: assolveva anche i clan processati e condannati a Torino, ad esempio.<br />
Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano &#8216;l&#8217;ammazza sentenze&#8217;.<br />
Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore non annullava le sentenze perché andavano annullate ma perché era d&#8217;accordo con la mafia.<br />
Si è fatto un processo, Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza.<br />
Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, come spesso avviene, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d&#8217;Appello, quelle decisive, non erano più utilizzabili.<br />
Come mai? Dei colleghi di Carnevale in Cassazione, che raccontavano di come lui facesse pressioni per ottenere l&#8217;annullamento delle condanne dei mafiosi anche quando non c&#8217;entrava niente perché non presiedeva il collegio &#8211; figurarsi quando lo presiedeva&#8230; c&#8217;erano racconti di suoi colleghi che dicevano: &#8216;quando eravamo in camera di consiglio lui ci diceva di annullare&#8217;. Ma anche quando non era in camera di consiglio chiamava alcuni colleghi e diceva: &#8216;mi raccomando, annullate&#8217;.<br />
La Corte ritiene utilizzabili queste dichiarazioni nel senso che ritiene, come si era sempre ritenuto fino a quel momento, che se in camera di consiglio dove vige il segreto più assoluto &#8211; nessuno può rivelare cosa succede in camera di consiglio &#8211; si commettono dei reati, metti che il presidente malmena uno degli altri giudici, il giudice quando esce con l&#8217;occhio nero potrà dire &#8216;mi ha menato il presidente&#8217;&#8230; anche se la camera di consiglio è segreta, se si tratta di scoprire se sono stati commessi dei reati e chi li ha commessi si può divulgare cosa è avvenuto.<br />
La Cassazione, sconvolgendo e ribaltando questa impostazione originaria, ha detto no: &#8216;non si può rivelare nulla della camera di consiglio, nemmeno quando si tratta di processare qualcuno per qualcosa fatto all&#8217;interno della camera di consiglio&#8217;.<br />
Quindi ha dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei magistrati di cassazione che dichiaravano di aver subito pressioni in camera di consiglio da Carnevale.<br />
Quindi, se la prova non vale più perché sono cambiate le regole durante la partita è evidente che a quel punto Carnevale, anche per questo motivo, è stato assolto.<br />
La Corte non si è accorta di un altro fatto: alcuni colleghi di Carnevale, che lo accusavano, non raccontavano di pressioni avvenute dentro la camera di consiglio.<br />
Raccontavano di pressioni che faceva quando non stava in camera di consiglio, perché non presiedeva il collegio.<br />
Erano pressioni avvenute fuori e dovrebbero essere utilizzabili.<br />
Han fatto un fritto misto, han messo tutto dentro, hanno detto che era tutto inutilizzabile e, anche per questo motivo, Carnevale è stato assolto.<br />
A questo punto, dopo la condanna in appello, si era dimesso dalla magistratura, altrimenti il CSM l&#8217;avrebbe comunque sospeso o cacciato.<br />
Dopo che la Cassazione lo ha assolto, lui ha ottenuto una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.<br />
Legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra nel 2003, con voti delle solite teste di cavolo di una parte del centrosinistra che quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.<br />
Questa maggioranza trasversale riportò Carnevale in magistratura, alla Cassazione, a presiedere una sezione della Cassazione.<br />
Per il momento sezione civile, prima stava nel penale.<br />
Ma non è che l&#8217;assoluzione della Cassazione cancella i fatti.<br />
Per esempio, indagando su di lui i magistrati di Palermo l&#8217;avevano intercettato per un certo periodo e l&#8217;avevano sentito, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, parlare di loro con dei suoi colleghi.<br />
Carnevale, in quelle telefonate intercettate, li chiamava &#8211; Falcone e Borsellino, i martiri dell&#8217;antimafia &#8211; &#8216;i Diòscuri&#8217;, come se fossero Castore e Polluce.<br />
Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano &#8216;due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero&#8217;.<br />
Chiamava Falcone &#8216;quel cretino&#8217;, &#8216;faccia da caciocavallo&#8217; &#8211; cioè faccia da culo, detto molto chiaramente, è un modo di dire siciliano &#8211; e aggiungeva: &#8216;io i morti li rispetto, ma certi morti no&#8217;.<br />
Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.<br />
Aggiungeva: &#8216;a me Falcone non è mai piaciuto&#8217;. Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d&#8217;Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado.<br />
Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per &#8216;fregare qualche mafioso&#8217;. Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.<br />
Questo lo diceva lui. Tant&#8217;è che quando l&#8217;hanno interrogato gli hanno chiesto: &#8216;ma lei conferma le cose che ha detto?&#8217; &#8216;Si si, io contro di loro ho un&#8217;avversione che non è venuta meno neanche dopo che la mafia li ha ammazzati&#8217;.<br />
Questo è il soggetto che in base a questa legge è tornato in Cassazione.<br />
Ma c&#8217;era questa norma, fatta dal centrosinistra, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale è più vecchio di tutti proprio perché l&#8217;hanno reintegrato quando era over quota.<br />
Il fatto che sia il più anziano degli altri lo pone in vantaggi in un&#8217;eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.<br />
Adesso un presidente c&#8217;è, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascerà la Cassazione nel 2013, quando avrà 83 anni.<br />
Dagli 80 agli 83 anni, quando andrà in pensione Carbone, chi sarà il candidato unico, il più anziano, che ha più titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato più importante d&#8217;Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c&#8217;è più niente?<br />
Sarà Carnevale.<br />
In base a questa legge che stabilisce che anche se ha compiuto 75 anni ed è stato reintegrato, può diventare dirigente di un ufficio. Può diventare il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione.<br />
Così quando un famoso annullatore di sentenze come questo andrà a presiedere la Cassazione, tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.<br />
Questa è la sesta legge ad personam che passa in Parlamento.<br />
Vi preannuncio che ne avremo presto, probabilmente, una settima.<br />
Adesso devono rinnovare la Corte Costituzionale perché c&#8217;è un membro che si è dimesso da un anno e mezzo. E&#8217; un ex avvocato di Berlusconi, si chiama Vaccarella.<br />
Era il civilista di Previti e Berlusconi. Si è dimesso un anno e mezzo fa, non l&#8217;hanno ancora sostituito ma ora c&#8217;è un pressing per sostituirlo.<br />
Con chi lo sostituiranno? Il candidato favorito è il penalista di Berlusconi, l&#8217;avvocato Pecorella, che sta in Parlamento.<br />
L&#8217;avvocato Pecorella è però imputato a Milano per favoreggiamento nei confronti di Delfo Zorzi, a sua volta imputato a Brescia per la strage di Piazza della Loggia.<br />
Secondo l&#8217;accusa, Pecorella e l&#8217;avvocato di un pentito, Martino Siciliano, avrebbero pagato questo pentito per ritrattare le accuse a Zorzi sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia.<br />
Di qui per entrambi, l&#8217;altro si chiama Maniacci, l&#8217;accusa di favoreggiamento nei confronti di un imputato di strage.<br />
Non era mai capitato nemmeno in Italia che un imputato di favoreggiamento di un presunto stragista venisse promosso a giudice costituzionale.<br />
Ma quando lo diventasse, pensate cosa succederebbe: avremmo un giudice costituzionale che ogni tanto va a un processo dove deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di un presunto stragista.<br />
A quel punto ricominceranno a dire che non solo per il capo del governo, dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato ci vuole quella tranquillità, che sicuramente uno che ha dei processi non può avere per svolgere il suo mandato, ma anche per i giudici costituzionali bisogna prevedere l&#8217;immunità almeno durante l&#8217;esercizio delle funzioni.<br />
Quindi si tornerebbe indietro, al lodo Schifani che diversamente dal lodo Alfano immunizzava anche il presidente della Corte Costituzionale e perché no, a quel punto, tutti i suoi membri, come inizialmente voleva fare Alfano.<br />
Voi vedete come una legge ad personam ne figlia tante altre.<br />
E&#8217; come una smagliatura che se non viene immediatamente rammendata comincia a dilatarsi e diventa una voragine.<br />
Ecco perché la smagliatura, cioè il Lodo Alfano, va immediatamente ricucita con l&#8217;abrogazione o per via referendaria o per via del respingimento della Corte Costituzionale, perché a furia di fare una legge ad personam dopo l&#8217;altra alla fine le uniche &#8216;personas&#8217; che non otterranno mai giustizia saremo noi cittadini comuni.</p>
<p>Elvio Di Cesare</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="font-size: medium; color: #000080; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">ASSOCIAZIONE REGIONALE DI LOTTA  </span></span></strong><strong><span style="font-size: medium; color: #000080; font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE</span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/">http://www.comitato-antimafia-lt.org/</a></p>
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		<title>La Ciociaria nelle relazioni della DIA dal 2002 al 2007</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 20:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai da anni sfilano sui gionali ciociari dichiarazione di politici, e a volte anche rappresentanti delle istituzioni, in cui si alternano le supposizioni del tipo &#8220;camorra si ! camorra no!&#8221; oppure coloro che hanno ancora la presunzione nel dire che Cassino è un isola felice. Fortunatamente la D.I.A. senza tanti riflettori tiene sotto osservazione il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText" style="text-align: center; margin: 0;"><a href="http://ammazzatecituttilazio.wordpress.com/files/2008/08/dia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-34" src="http://ammazzatecituttilazio.wordpress.com/files/2008/08/dia.jpg?w=216" alt="" width="216" height="300" /></a></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify; margin: 0;"><em><span style="font-family: verdana,geneva;">Ormai da anni sfilano sui gionali ciociari dichiarazione di politici, e a volte anche rappresentanti delle istituzioni, in cui si alternano le supposizioni del tipo <strong>&#8220;camorra si ! camorra no!&#8221;</strong> oppure coloro che hanno ancora la presunzione nel dire che Cassino è un <strong>isola felice</strong>. Fortunatamente la <a href="http://www.interno.it/dip_ps/dia/index.htm" target="_blank"><strong>D.I.A.</strong></a><strong> </strong>senza tanti riflettori tiene sotto osservazione il nostro territorio, e quando opportuno passa ai fatti come per l&#8217;<strong>Operazione Grande Muraglia</strong>: la prima operazione che vede indagati diversi impreditori cassinati in<strong> concorso in associazione a delinquere di tipo camorristico</strong>. Riporto in seguito alcuni stralci delle relazione semestrali della Direzione Ivestigativa Antimafia in cui viene citato diverse volte il <strong>Cassinate </strong>e <strong>Frosinone</strong>. </span></em></p>
<hr /><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Anno 2002 – 1° Semestre</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagine 21, 22, 23 – Sommario: A. Cosa Nostra, 2. Attività economiche.</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&lt;</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">L’economia di </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra” </em>poggia ormai stabilmente su due pilastri fondamentali che in questo documento sono spesso richiamati: le estorsioni e le infiltrazioni nel settore degli appalti pubblici. Dalle prime si ricavano i proventi per la gestione ordinaria delle “famiglie” e dal secondo il gruppo dirigente ricava rilevanti masse finanziarie da investire </span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">in ulteriori iniziative. Si tratta di una situazione ben nota, che per diffusione ed intensità rivela un elevato controllo del territorio siciliano da parte delle “famiglie” di </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra” </em>e, laddove esistono, delle organizzazioni mafiose similari autonome. Rispetto al passato e per quanto riguarda l’isola, pertanto, la situazione di sofferenza della popolazione economicamente attiva non è sostanzialmente mutata. Ma a fronte della gravità di questa situazione sono state raccolte le prove di nuove pericolose iniziative di </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra”</em>, che ha iniziato – con successo &#8211; ad allargare il suo campo di</span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"> azione anche al di fuori della Sicilia. Da una indagine conclusasi nel mese di gennaio dell’anno in corso è emerso che mafiosi di Gela (CL), i RINZIVILLO, esponenti di rilievo della “famiglia” di </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra” </em>di quella cittadina e “uomini d’onore” tenuti in gran considerazione anche a Palermo, avevano dato vita, tra le altre numerose attività economiche da loro gestite, anche a due iniziative imprenditoriali che interessavano l’Italia continentale, in particolare le regioni del Lazio e del Centro-Nord. Una di queste iniziative consisteva nell<span style="text-decoration: underline;">’aver creato una impresa che forniva mano d’opera per cantieri allestiti da imprese disseminate un po’ ovunque</span>: Lucca, Fano (PU), Rimini, Vicenza, Formia (LT), Sandrigo (VI), Codogno (MI), Latina, Taranto, Lonate Ceppino (VA), Verona, Firenze, La Spezia, Piacenza, </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Cassino (FR)</strong>, Genova, Rho (MI), Perugia, Lodi, Vicenza, Rozzano (MI), Castellanza (VA), Milano. Per fare fronte alle esigenze dei numerosi cantieri presso cui collocavano la manodopera i mafiosi imprenditori ingaggiavano i cassaintegrati di Gela che, spinti dal bisogno, accettavano salari e condizioni di lavoro inferiori a quelli correnti. Basti pensare che su una retribuzione di trentamila lire ad ora lavorativa, concordata con le imprese committenti, l’associazione mafiosa ne tratteneva per sé settemila a titolo di pagamento per aver procurato il posto di lavoro. Tra i cassaintegrati gelesi veniva reclutata la manodopera specializzata indispensabile per l’esecuzione dei lavori. Questa aliquota veniva poi rinforzata con manovalanza priva di ogni esperienza specialistica, formata da clandestini rumeni in tale stato di indigenza che i “datori di lavoro” sono stati costretti perfino a comprare loro le scarpe, di cui erano privi, per poterli fare lavorare. A questi ultimi veniva riconosciuta una retribuzione di sessanta &#8211; settantamila lire al giorno. Né gli italiani né i rumeni potevano esprimere la sia pur minima protesta in ordine alla retribuzione, alle condizioni di lavoro o di sistemazione logistica, di norma assolutamente precaria specie per i clandestini. In caso di proteste l’operaio veniva immediatamente allontanato con l’avviso che non sarebbe più stato chiamato a lavorare. Mentre i clandestini erano assolutamente indifesi di fronte a questi abusi per la loro condizione irregolare sul territorio nazionale, i gelesi, che in teoria avrebbero avuto qualche mezzo di difesa in più, rimanevano vittime del potere di intimidazione esercitato dai “datori di lavoro” di cui nessuno, a Gela, sconosceva lo spessore mafioso. La pericolosità di un’iniziativa di questo tipo consiste nelle conseguenti possibilità per </span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra” </em>siciliana di infiltrarsi nel mondo imprenditoriale del Centro – Nord Italia. La formazione di un rapporto di affari con </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra”</em>, infatti, non suggella l’epilogo d’intese, ma è soprattutto, per il mafioso, l’occasione per stabilire nuovi contatti personali, osservare nuove realtà, rendersi conto di possibilità di guadagno che gli erano sconosciute. In altri termini, ogni nuova posizione guadagnata costituisce ad un tempo osservatorio e trampolino per compiere ulteriori passi in avanti. L’imprenditore onesto che fa affari con </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra”</em>, anche per una sola volta, non potrà poi troncare ogni legame, rifiutandosi di dare corso ad altre collaborazioni. Egli si ritroverà assediato da richieste e proposte di ogni genere e si renderà ben presto conto che è destinato ad essere coinvolto sempre più profondamente nelle vicende dell’organizzazione criminale.</span></span><span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Un esame dell’altra iniziativa imprenditoriale a cui si è accennato consentirà di focalizzare i motivi per cui “lo sbarco nel continente” dei<strong> RINZIVILLO</strong> è da attribuire ad un progetto di </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra” </em>siciliana e non ad un’ iniziativa personale. E’ plausibile ipotizzare che la “famiglia” siciliana RINZIVILLO, avendo necessità di un legale, si sia rivolta, proprio su indicazioni di “</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><em>cosa nostra</em>”, a professionisti da tempo noti per i loro rapporti con esponenti di spicco di organizzazioni criminali campane che, in passato, transitarono in “</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><em>cosa nostra</em>” mediante formale affiliazione dei loro capi. Si ritiene, infatti, che se in una struttura rigidamente articolata in “famiglie” territorialmente ben definite come</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">“<em>cosa nostra”</em>, alcuni elementi locali si ritrovano ad essere compartecipi in affari di notevoli proporzioni fuori dalla Sicilia, ci sia stato un assenso dei vertici dell’organizzazione.</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&gt;</span></span></p>
<p><em><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>Non solo malavita campana, anche cosa notra ha fatto affari in Ciociaria. </strong>Per approfondimenti suglli ultimi affari illeciti della famiglia Rinzivillo consiglio di visitare i seguenti siti:</span></em></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/5976/">http://www.antimafiaduemila.com/content/view/5976/</a></span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://www.interno.it/dip_ps/dia/pagine/2002_operazioni_rilievo.htm">http://www.interno.it/dip_ps/dia/pagine/2002_operazioni_rilievo.htm</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=113340&amp;numero=7676&amp;title=DOWNLOAD">http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=113340&amp;numero=7676&amp;title=DOWNLOAD</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/sito/relaz/relaz180305.htm">http://www.comitato-antimafia-lt.org/sito/relaz/relaz180305.htm</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=1955">http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=1955</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Anno 2002 – 2° semestre </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Volume secondo</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 86 – Sommario: B. Situazione Regione Campania, 3. Studi analitici.</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">&lt;Nel mese di luglio è stata redatta un’informativa di reato, inviata alla <strong>Procura della Repubblica </strong>presso il <strong>Tribunale di Cassino</strong>, nella quale sono confluiti gli esiti degli accertamenti di un’attività preventiva, in collaborazione con la <strong>DIGOS </strong>della Questura di <strong>Frosinone</strong>, mirata ad accertare se persistano attuali collegamenti tra cittadini extracomunitari di etnia algerina e marocchina, residenti a Cassino, ed organizzazioni criminali campane, già emersi in un’indagine coordinata dalle Procure della Repubblica di Milano e Napoli, sin dal 1998, che portò all’arresto di diversi stranieri, con l’imputazione di associazione per delinquere finalizzata all’importazione di armi ed altro, sospettati di appartenere all’organizzazione terroristica di origine algerina denominata “<strong>AL TAKFIR WAL HIJRA</strong>” (<strong>Anatema ed Esilio</strong>). Il gruppo, operante in diversi paesi europei e radicato in Italia principalmente in Lombardia, Campania e Lazio, si ispira ad un analogo movimento egiziano, ed in Algeria è stato costituito da combattenti formatisi nei campi di addestramento pakistani per sovvertire l’attuale regime.&gt;</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>Per approfondimenti:</em> </span></p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/14/arrestato-terrorista-algerino.html">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/14/arrestato-terrorista-algerino.html</a></p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/27/milano-bergamo-napoli-le-basi-dei.html">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/27/milano-bergamo-napoli-le-basi-dei.html</a></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Anno 2003 – 1° semestre</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Volume secondo</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 104 – Sommario: B. Situazione Regione Campania, 3. Studi analitici.</span></strong></span></span> <span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&lt;</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Proseguono gli accertamenti di un’attività preventiva, in collaborazione con la <strong>DIGOS </strong>della Questura di <strong>Frosinone</strong>, mirata ad accertare se persistano attuali<span style="text-decoration: underline;"> collegamenti tra cittadini extracomunitari di etnia algerina e marocchina, residenti a Cassino, ed organizzazioni criminali campane, già emerse in un’indagine coordinata dalle Procure della Repubblica di Milano e Napoli nel 1998</span>, che portò all’arresto di diversi stranieri, con l’imputazione di associazione per delinquere finalizzata all’importazione di armi ed altro, sospettati di appartenere all’organizzazione terroristica di origine algerina denominata <strong>“AL TAKFIR WAL HIJRA</strong>” (<strong>Anatema ed Esilio</strong>). Il gruppo, operante in diversi paesi europei e radicato in Italia (essenzialmente in Lombardia, Campania e Lazio), si ispira ad un analogo movimento egiziano ed in Algeria è stato costituito da combattenti formatisi nei campi di addestramento pakistani per sovvertire l’attuale regime. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;">Detta attività preventiva nel mese di <span style="text-decoration: underline;">giugno 2003 ha consentito alla <strong>DIGOS </strong>della Questura di Frosinone di trarre in arresto uno degli indagati, ricercato in campo internazionale, perché colpito da provvedimento restrittivo per reati di terrorismo, emesso dal Tribunale di Costantine (Algeria).</span>&gt;</span><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></span></span></p>
<p><em><span style="font-family: verdana,geneva;">Per approfondimenti: </span></em><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/14/arrestato-terrorista-algerino.html">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/14/arrestato-terrorista-algerino.html</a></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Anno 2003 – 2° semestre</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Volume secondo</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 97 – Sommario: Situazione Regione Campania, 2. Proiezioni fuori dalla regione.</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&lt;</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">In provincia di Latina persistono insediamenti dei clan casertani <strong>“IOVINE”</strong>, <strong>“SCHIAVONE” </strong>e <strong>“LA TORRE”</strong>, che oltre ad aver posto solide basi per il controllo del territorio, esercitano, in modo sistematico, tutte quelle attività illecite tipiche dell’area di origine, quali l’usura, le estorsioni, gli omicidi, il traffico delle sostanze stupefacenti, arrivando anche ad imporre il “pizzo” ai delinquenti locali sui proventi delle loro attività criminali. </span></span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Analogo discorso vale per la zona del cassinate, immediatamente a ridosso della provincia di Caserta, ove, forse con minore intensità, sono emerse cointeressenze di alcune cosche campane soprattutto nella gestione delle cave abusive utilizzate per l’illecito smaltimento dei rifiuti. </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&gt;</span></span><span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;"> </span></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>In realtà già alla fine degli <strong>anni &#8217;80</strong>, persiste una probabile azione di smaltimento illecito nelle campagne della <strong>Ciociaria </strong>da parte dei <strong>clan dei casalesi</strong>, come anche il dr. <strong>De ficchy</strong> (sotituto procuratore presso la<strong> Direzione Nazionale Antimafia</strong>)</em></span><em> ha più dichiarato nelle <strong>commissione parlamentari d&#8217;inchiesta</strong>. </em></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Anno 2005 – 2° semestre</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 88 – Sommario: Allegato, Segnalazioni operazione sospette divise per provincia.</span></strong></span></span> <strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&lt;</span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 9pt;">LAZIO 692</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 9pt;">Frosinone 7</span><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span></strong></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 9pt;">Latina 14</span><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 9pt;">Rieti 3</span><span> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 9pt;">Roma 655</span><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="font-size: 9pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Viterbo 13</span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt; color: black;"> &gt;</span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>L&#8217;ex <strong>Ufficio italiano dei cambi</strong> era uno speciale organo istituito presso la banca d&#8217;Italia e aveva attività di prevenzione e contrasto al riciclaggio. Tale ufficio segnala regolarmente alla DIA ed a uno speciale nucleo della Guardia di Finanza le operazione sospette.<strong> Da agosto a dicembre 2005</strong>, la <strong>Direzione investigativa Antimafia</strong> ha preso in considerazione 7 operazione sospette. Dal 1 gennaio 2008 è stato sostituito dall&#8217;<strong>Ufficio di informazione finanziaria</strong>. </em></span></p>
<p><em>Per approfondimenti su UIC e UIF:</em></p>
<p><a href="http://uif.bancaditalia.it/UICFEWebroot/index.jsp?whichArea=UIC&amp;lingua=it">http://uif.bancaditalia.it/UICFEWebroot/index.jsp?whichArea=UIC&amp;lingua=it</a></p>
<p><a href="http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/organizzazione/Aree/uif">http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/organizzazione/Aree/uif</a></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Anno 2007 – 1° semestre</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 157</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 10pt; color: black;">&lt; Nella provincia di <strong>Frosinone</strong>, soprattutto nel <strong>Cassinate</strong>, si rileverebbero </span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #000000;">segnali di infiltrazione da parte dei<strong> sodalizi criminali casertani</strong> in attività imprenditoriali e commerciali, attraverso la mediazione di società apparentemente immuni da pregiudizi. Non sono mancati segnali di vere e proprie attività estorsive poste in essere nei confronti di imprenditori e commercianti operanti in quella provincia ma originari della Campania e, per questo, più facilmente “</span><span style="color: #000000;"><strong><em>aggredibili</em></strong>” sotto il profilo <strong>vittimologico </strong>.&gt;</span></span></span></p>
<p><em><span style="font-family: verdana,geneva;">In questo periodo ricordiamo l&#8217;arresto a <strong>Cassino </strong>del <strong>boss Luigi Venosa </strong>e vari attentati incendiari e tentavi di <strong>estorsioni </strong>da personaggi campani.</span></em></p>
<p><em><span style="font-family: verdana,geneva;">Per approfondimenti:</span></em></p>
<p><a href="http://www.wikio.it/societa/criminalita/mafia/camorra/luigi_venosa">http://www.wikio.it/societa/criminalita/mafia/camorra/luigi_venosa </a></p>
<p><a href="http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6940">http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6940</a></p>
<p><a href="http://blog.osistema.org/archivi/2006-07-12">http://blog.osistema.org/archivi/2006-07-12</a></p>
<p><a href="http://lnx.casertasette.com/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6940"></a></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">Anno 2007 &#8211; 2° semestre</span></span></strong><span><br />
</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="font-size: 10pt;">Pagina 214 &#8211; Sommario: 2. Organizzazioni di tipo mafioso autoctone, c. Criminalità organizzata campana.</span></strong><span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">&lt;Per la provincia di <strong>Frosinone </strong>e soprattutto nell’area di <strong>Cassino</strong>, sono state </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">percepite presenze di soggetti referenti del clan dei <strong>Casalesi </strong>e degli </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;"><strong>ESPOSITO</strong>, implicati anche in richieste estorsive ai danni di imprenditori e </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; color: #000000;">commercianti della zona.&gt;</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;"><em>A breve uscirà la relazione inerente il primo semestre 2008 e di certo non c&#8217;è la faremo scappare&#8230; rimanete collegati.</em> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: 10pt;"><em>Già pubblicato:</em></span></span></span></p>
<div>
<ul>
<li><a href="http://antonioiafano.altervista.org/" target="_blank">Il blog di Antonio Iafano</a></li>
<li><a href="http://ammazzatecituttifr.wordpress.com/">Coordinamento Ammazzatecitutti Frosinone</a></li>
<li><a href="http://ammazzatecituttilazio.wordpress.com/">Coordinamento Ammazzatecitutti Lazio</a></li>
<li><a href="http://www.legalitainciociaria.com/">Legalità in Ciociaria</a></li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antonioiafano.com/la-ciociaria-nelle-relazioni-della-dia-dal-2002-al-2007.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E adesso Ammazzateci Tutti per la provincia di Frosinone</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/e-adesso-ammazzateci-tutti-per-la-provincia-di-frosinone.html</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 16:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[anti]]></category>
		<category><![CDATA[Frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[provincia]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cos&#8217;è &#8220;Ammazzateci tutti&#8221;? Qualche informazione sul Movimento. Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-&#8217;ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all&#8217;indomani dell&#8217;omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Che cos&#8217;è &#8220;Ammazzateci tutti&#8221;?</h4>
<address>Qualche informazione sul Movimento.</address>
<address><img src="http://www.ammazzatecitutti.org/images/stories/ammazzatecitutti-funerali.jpg" border="0" alt="" width="280" height="212" /> </address>
<address></address>
<address>Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-&#8217;ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all&#8217;indomani dell&#8217;omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno.<br />
Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di &#8216;ndrangheta.<br />
Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all&#8217;appello di &#8220;<strong><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">giovani contro tutte le mafie!</span></strong>&#8221; ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.</address>
<address></address>
<hr id="system-readmore" />
<h4>Attività ed iniziative più significative svolte sino ad oggi</h4>
<p class="MsoNormal">La prima apparizione pubblica dell&#8217;embrione del Movimento è stata fatta a Locri il 19 ottobre del 2005. in occasione dei funerali dell&#8217;On. Francesco Fortugno, quando un primo nucleo di sette ragazzi espone insieme all&#8217;ideatore Aldo Pecora l&#8217;ormai famoso striscione di sfida alla mafia &#8220;E adesso ammazzateci tutti&#8221;. Seppur provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, i ragazzi partecipanti alle manifestazioni di ribellione furono ribattezzati dai media come “i ragazzi di Locri”.<br />
Successivamente già alla grande manifestazione popolare del 4 novembre 2005 a Locri, a cui parteciparono oltre 15.000 persone, il neo-costituiuto Movimento spontaneo &#8220;Ammazzateci tutti&#8221; svolse un ruolo chiave nell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento mettendo online il sito internet www.ammazzatecitutti.org, che in una sola settimana dalla messa in rete ha registrato più di 200.000 contatti.</p>
<p>Dal marzo 2006 il Movimento sta promuovendo un disegno di legge (giacente in Parlamento dal 1992).<br />
Punto forte di questo disegno di legge, il cui articolato consta di tre semplici disposti, è il divieto di propaganda elettorale a chi sottoposto misure di sorveglianza speciale. Secondo la tesi proposta, infatti, è impensabile che in Italia il mafioso possa perdere elettorato attivo e passivo ma possa comunque condizionare gli esiti elettorali sponsorizzando candidati di sua fiducia. Il DdL impone, qualora accertato il compromesso stretto tra il mafioso ed il candidato eventualmente eletto, il decadimento immediato dalla carica elettiva di quest&#8217;ultimo.</p>
<p>Il 24 marzo 2006 il Movimento convoca un&#8217;Assemblea pubblica a Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, dove invita tutti i candidati alle Elezioni Politiche a sottoscrivere un patto d&#8217;onore per l&#8217;appoggio al DdL in caso di elezione al Parlamento. Oltre 50 candidati sottoscrivono questo impegno.<br />
Ad oggi, dopo la pubblica sponsorizzazione dei ragazzi del movimento, hanno sottoscritto questo disegno di legge oltre 150 deputati e 50 senatori di maggioranza e opposizione.</p>
<p>Il 2 giugno 2006 organizza un &#8220;presidio di legalità&#8221; con oltre 500 persone presso il ristorante “Al Valantain” in località Santa Trada di Villa San Giovanni, costretto a chiudere dopo innumerevoli attentati, tentativi di estorsione e minacce di morte, ed i cui titolari, la famiglia Mazza, sono costretti ad emigrare all&#8217;estero per tentare di rifarsi una vita.</p>
<p>Il 9 agosto del 2006 promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall&#8217;assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, <strong><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Antonino Scopelliti</span></strong>.</p>
<p>Il giorno 11 novembre 2006 i ragazzi del Movimento sono tra i promotori ed i soci fondatori di una nuova organizzazione di associazioni, movimenti, espressioni del mondo delle cooperative, della Scuola, dell&#8217;Università, della Chiesa e dell&#8217;imprenditoria, la &#8220;Rete per la Calabria&#8221;, presentata ufficialmente in un Convegno tenutosi presso l&#8217;Auditorium Lamberti di Reggio Calabria il 5 gennaio 2007, con la partecipazione di diverse personalità calabresi tra i relatori.</p>
<p>Il 17 febbraio del 2007 il Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria &#8220;Mafie: consenso negato&#8221;, portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino (&#8220;Se la gioventù le negherà il consenso, anche l&#8217;onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo&#8221;), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di &#8216;ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di &#8220;lupara bianca&#8221;. La giornata è stata investita dell&#8217;Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.</p>
<p>Il 30 maggio 2007 Ammazzateci tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il Movimento è l&#8217;unica organizzazione &#8220;non istituzionale&#8221; ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.</p>
<h4>&#8220;Mafie: consenso negato!&#8221;</h4>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">il 17 febbraio 2006 Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria &#8220;Mafie: consenso negato&#8221;, portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino (&#8220;Se la gioventù le negherà il consenso, anche l&#8217;onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo&#8221;), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di &#8216;ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di &#8220;lupara bianca&#8221;. La giornata è stata investita dell&#8217;<strong><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Alto patronato del Presidente della Repubblica </span></strong>Giorgio Napolitano.</p>
<p>Il 30 maggio 2007 Ammazzateci tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il movimento è l&#8217;unica organizzazione &#8220;non istituzionale&#8221; ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.</p>
<h4>Il meeting nazionale &#8220;Legalitàlia&#8221;</h4>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Il 9, 10 ed 11 agosto 2007, in occasione del sedicesimo anniversario dall&#8217;assassinio del giudice Antonino Scopelliti, Ammazzateci tutti assieme alla Fondazione Antonino Scopelliti ha promosso ed organizzato a Reggio Calabria &#8220;Legalitàlia&#8221;, il primo meeting nazionale dei giovani antimafia, ospitando a Reggio Calabria una platea di quasi 300 giovani delegati di associazioni e movimenti giovanili italiani ed alcuni tra i massimi esperti italiani in materia di mafie tra giornalisti, magistrati ed operatori sociali.</p>
<h4>Ammazzateci tutti oggi: accanto ai testimoni di giustizia ed a De Magistris</h4>
<p class="MsoNormal">Attualmente il Movimento, oltre a sostenere con ogni mezzo possibile i testimoni di giustizia come Pino Masciari, sta promuovendo inoltre numerose azioni di carattere legislativo in materia di lotta e contrasto alla criminalità organizzata, quali ad esempio l&#8217;accelerazione dei processi di mafia, costantemente a rischio prescrizione.</p>
<p>Ammazzateci tutti è inoltre accanto al pubblico ministero Luigi De Magistris ed ha organizzato diverse manifestazioni e raccolte firme in Calabria ed in tutta Italia contro il trasferimento di quest&#8217;ultimo avanzato dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella.</p>
<p>Oggi Ammazzateci tutti è un movimento antimafia nazionale, con coordinamenti periferici in Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto. Nel 2007 ha aderito al Movimento anche Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l&#8217;8 gennaio 1993. Sonia Alfano è attualmente coordinatore regionale di Ammazzateci tutti in Sicilia e membro, assieme a Rosanna Scopelliti (figlia del magistrato Antonino Scopelliti) del coordinamento nazionale del Movimento.</p>
<p>Portavoce nazionale del movimento è <strong><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Aldo Pecora</span></strong>, già autore dello slogan &#8220;E adesso ammazzateci tutti&#8221;.</p>
<h4>Strumenti e mezzi</h4>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">La portata storica del Movimento è quella di essere auto-finanziato, in quanto non è intenzione degli aderenti usufruire di contributi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività.</p>
<p>L&#8217;impegno maggiore dei ragazzi è mero volontariato sociale, e si concretizza in assemblee, conferenze e confronti nelle scuole di tutta Italia.<br />
Sin dai primi mesi del 2006, infatti, i rappresentanti del Movimento sono stati protagonisti di centinaia di assemblee ed incontri in diverse località d&#8217;Italia, specialmente nelle Istituzioni scolastiche, per promuovere e sensibilizzare i giovani rispetto la cultura della legalità e l&#8217;antimafia sociale.<br />
Agli incontri, assieme ai rappresentanti del Movimento hanno preso parte numerose personalità del mondo della cultura, della magistratura, dell&#8217;imprenditoria, del giornalismo e del panorama politico nazionale.<br />
I ragazzi e le ragazze del Movimento sono stati altresì ospiti di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai e delle reti televisive e radiofoniche private sia nazionali che regionali, dove sono stati individuati come interlocutori credibili di una nuova Calabria che vuole cambiare e sta già cambiando.</p>
<p>Organo principale di informazione tra gli attivisti è il forum telematico del sito internet, che ad oggi conta più di 3.000 iscritti.<br />
Il sito internet, vittima di un grave attacco informatico nel settembre del 2006, conta oggi tra i 45.000 ed i 60.000 contatti al giorno.<br />
&lt;!&#8211;[if !supportLineBreakNewLine]&#8211;&gt;<br />
&lt;!&#8211;[endif]&#8211;&gt;</p>
<h4>“Ammazzateci tutti” in numeri</h4>
<address>(dati aggiornati al 7 luglio 2007)</address>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">93 sono le città di tutta Italia dove i ragazzi del Movimento sono stati invitati.<br />
504 sono le ore spese in assemblee scolastiche, universitarie, incontri e dibattiti pubblici;<br />
1.360 sono i Megabyte di spazio occupati dai contenuti sul server del sito internet;<br />
1.762 sono le lettere e le e-mail con attestati di stima da tutta Italia;<br />
2.000 sono le t-shirt realizzate ed impegnate nell&#8217;auto-finanziamento del Movimento;<br />
3.231 sono gli iscritti al forum telematico del sito internet;<br />
5.240 sono i Megabyte di traffico generati mediamente ogni mese dal sito internet;<br />
11.143 sono i ragazzi di tutt&#8217;Italia che hanno comunicato i propri recapiti ai referenti del Movimento, mettendosi a disposizione per la costituzione dei coordinamenti territoriali;<br />
42.341 sono le persone iscritte alle newsletter del sito internet;<br />
50.000 in media sono i contatti unici giornalieri registrati dal sito internet.<br />
&lt;!&#8211;[if !supportLineBreakNewLine]&#8211;&gt;<br />
&lt;!&#8211;[endif]&#8211;&gt;</p>
<h4>Riconoscimenti</h4>
<p>Ammazzateci Tutti ha ricevuto sin dalla sua nascita decine di riconoscimenti da parte di associazioni, movimenti ed enti di tutta Italia.<br />
Da segnalare tra i tanti riconoscimenti attribuiti il prestigiosissimo Premio Internazionale “Joe Petrosino 2007”, assegnato nell&#8217;aprile 2007 ai ragazzi del Movimento dall&#8217;omonima associazione italo-americana con medaglia d&#8217;argento congiuntamente al vescovo di Locri Mons. Giancarlo Maria Bregantini, al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino ed al Capo della squadra mobile Polizia di New York Antony Izzo.</p>
<h2><strong><span style="font-weight: normal; color: red;">In questo momento alcuni ragazzi sono al lavoro per costituire un coordinamento locale, se vuoi aderire anche tu scrivi a</span></strong></h2>
<h2><a href="mailto:legalitainciociaria@gmail.com"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif';">legalitainciociaria@gmail.com</span></a></h2>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.antonioiafano.com/e-adesso-ammazzateci-tutti-per-la-provincia-di-frosinone.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Criminalità organizzata a Roma e provincia.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 15:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA['Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mafie a roma]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Criminalità organizzata a Roma e provincia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2008/07/diapositiva4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-14" title="diapositiva4" src="http://antonioiafano.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/diapositiva4-300x225.jpg" alt="" width="334" height="253" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La criminalità organizzata nel Lazio, e più dettagliatamente a Roma, è un fenomeno che non ha le stesse caratteristiche visibili che ha in altre regioni come la Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Regioni dove vi è una vera e propria presenza militare delle mafie. Se a Roma non si spara o non si sente parlare di mafia, non significa che non è presente la criminalità organizzata. L&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica spesso è superficiale e quindi si ferma solo in certi momenti e a volte capita che persone addetti ai lavori, invece di prendere seriamente il fenomeno, lo si minimizza affermando che a Roma c&#8217;è la sede del Governo e dei prinicpali organi di Polizia.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ma in relatà nella capitale e provincia operano diverse mafie come se fossero una qualsiasi impresa: cosa nostra, camorra e &#8216;ndramgheta; così come quelle straniere: mafia russa, cinese, albanese, moldava ecc&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: left;">Romaè un vero e proprio centro di riciclaggio per il denaro sporco derivato dal traffico della droga e di armi, estrsioni, usura, e prostituzione. A dimostrare queste affermazioni sono :</p>
<p style="text-align: left;">- le diverse operazioni di polizia e in particolare la <a href="http://www.interno.it/dip_ps/dia/" target="_blank">D.I.A.</a>;</p>
<p style="text-align: left;">-il fatto che il giro d&#8217;affari della sola cocaina sfiora i 250 milioni di euro l&#8217;anno;</p>
<p style="text-align: left;">- 1140 % degli stupefacenti passano per il Lazio e più precisamente poco più della metà per la provincia di  Roma;</p>
<p style="text-align: left;">- 247 immobili confiscati tra Roma e provincia su un totale di 322 in tutto il lazio.</p>
<p style="text-align: left;">Le prima infiltrazioni mafiose nella provincia romana risalgono agli anni 60-70. Da alcune dichiarazioni del dott. <a href="http://luigideficchy.wordpress.com/" target="_blank">De Ficchy</a> (<a href="http://www.giustizia.it/glossario/voce_glo/ns/dir_naz_antimafia.htm" target="_blank">DNA</a>) si capisce che già nel 1978, quando interrogò <a href="http://www.almanaccodeimisteri.info/andreotti20.htm" target="_blank">Frank Coppola</a> a <a href="http://maps.google.com/maps?q=pomezia&amp;rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;sourceid=ie7&amp;rlz=1I7ADBS&amp;um=1&amp;sa=N&amp;tab=wl" target="_blank">Pomezia</a> nella sua villa, rispondeva e si comportava in modo tale da comprendere che era un boss anche li a Roma. Ciò significa che la mafia era presente già da tempo nella capitale e siamo solo nel 1978.</p>
<p style="text-align: left;">Circa un anno prima nasceva la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Magliana" target="_blank">Banda della Magliana</a>, dove si sono aggregati spontaneamente esponenti della comune criminalità. Questa, ha avuto contatti e ha fatto affari con esponenti della camorra, dell&#8221;ndrangheta e di cosa nostra. In seguito non è cero mancato il loro zampino in casi molto importanti come l&#8217;omicidio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Magliana" target="_blank">Moro</a> oppure le collusioni con personaggi della politica. dai rapporti della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Magistratura_(diritto)" target="_blank">magistratura</a> (PM <a href="http://www.wikio.it/news/Franco+Ionta" target="_blank">Franco Ionta</a>), si legge nel 1990 che la malavita romana ha cessato di esistere. Ma tutt&#8217;ora vi sono ex esponenti della banda della magliana che fanno affari illeciti nella capitale in accordo con la criminalità organizzata e comune, come ad esempio Enrico Nicoletti, ex contabile della banda romana, ora pluricondannato per diversi reati tra cui nel 2006 per associazione mafiosa.</p>
<p style="text-align: left;">Tornando al presente, elenco una serie di eventi più importanti successi recentemente:</p>
<p style="text-align: left;">- nel 2007 una volante della Polizia ferma <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/polizia/app_notizia_18273.html" target="_blank">Antonio Iovine</a>, esibisce documenti falsi, tutto ok. I due agenti solo al ritorno in ufficio si accorgono di aver avuto tra le mani uno dei latitanti più ricercati e pericolosi d&#8217;italia;</p>
<p style="text-align: left;">- sempre nel 2007 Polizia di Stato e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FBI" target="_blank">FBI</a> scoprono una serie di società, di cui una aveva sede accanto a <a href="http://www.governo.it/Presidenza/storia_chigi/index.html" target="_blank">Palazzo Chigi</a>, quotate in <a href="http://www.borsaitaliana.it/" target="_blank">borsa</a> in quattro continenti diversi, in cui venivano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riciclaggio_di_denaro" target="_blank">riciclati</a> i guadagni del traffico di stupefacenti;</p>
<p style="text-align: left;">- 24 marzo 2006, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=76733" target="_blank">Operazione Ibisco</a>: i <a href="http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/Oggi/Reparti/Organizzazione+Mobile+e+Speciale/ROS" target="_blank">Ros</a> eseguono 27 ordinanze di <a href="http://www.giustizia.it/glossario/voce_glo/ns/custodia_cautelare.htm" target="_blank">custodia cautelare</a>. Il clan dell&#8217;ndrangheta Porrello-Facchineri reinvestivano i proventi della cocaina in strutture alberghiere, discoteche e strutture sanitarie:</p>
<p style="text-align: left;">- A Civitavecchia (Roma) è stao accertato che <a href="http://mafiazero.blogspot.com/2007/03/gela-tra-stidda-e-cosa-nostra.html" target="_blank">Cosa Nostra di Gela</a> si è infiltrata negli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Appalto" target="_blank">appalti</a> del settore della cantieristica navale;</p>
<p style="text-align: left;">- Il <a href="http://www.cdqv.altervista.org/spip.php?article61" target="_blank">consiglio comunale di Nettuno</a> è stato scilto e commissariato per infiltrazione mafiosa da parte del clan dell&#8217;ndrangheta Gallace-Novella (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/'ndrina" target="_blank">&#8216;ndrine</a>);</p>
<p style="text-align: left;">-Roma: in una <a href="http://mafiazero.blogspot.com/2006/12/decimato-clan-rinzivillo.html" target="_blank">maxi-operazione di polizia</a> vengono arrestati nella capitale diversi esponenti di cosa nostra della famiglia Rinzivillo;</p>
<p style="text-align: left;">-La DDA di Napoli nel 2007 da diversi anni esegue accertamenti nel centro storcio di roma, in particolare alberghi e bar, con l&#8217;ipotesi di un giro di riciclaggio della camorra. Dal 2007 un magistrato della DDA di Napoli si reca dai colleghi romani tre giorni a settimana.</p>
<p style="text-align: left;">Poi abbiamo le diverse mafie straniere: traffico di clandestini, prostituzione, gioco d&#8217;azzardo, contraffazione e come al solito riciclaggio di danaro.</p>
<p style="text-align: left;">Infine non dimentichiamo i piccolo gruppi locali ch fanno affari illeciti con ogni tipo di mafia e che ci sono quartieri a Roma che non sono da meno di Secondigliano e Scampia: tra consumo e spaccio, vi sono zone dove oltre 200 famigle vivono grazie ai guadagni della vendita di droga.</p>
<p style="text-align: left;">Finalmente da un po di tempo diversi giornali nazionali si sono occupati del fenomeno&#8230;.</p>
<p style="text-align: left;">Per approfondimenti:</p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.radicali.it/view.php?id=120759" target="_blank"> <span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: x-small;">Roma, città aperta alle mafie:</span></span><span style="font-family: Verdana;"><span style="font-size: x-small;"><em>‘Ndrangheta e camorra investono in immobili, commercio e traffico di droga</em></span></span></a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/index.php/2006/04/22/roma-operazione-brooklyn.html" target="_blank">ROMA &#8211; Operazione BROOKLYN</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/public/uploads/2006/03/rassegna25-3-2006.pdf" target="_blank">Il boss della droga scortava il ministro</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/index.php/2005/12/23/nello-sprofondo-di-nettuno.html" target="_blank">Nello sprofondo di Nettuno</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/index.php/2006/02/09/ultimo-allarme-di-de-ficchy.html" target="_blank">L&#8217;ultimo allarme lanciato da De Ficchy</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/index.php/2005/12/12/investimenti-della-camorra-nella-capitale.html" target="_blank">Investimenti della camorra nella capitale</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.comitato-antimafia-lt.org/index.php/2005/12/11/relazione-alla-commissione-speciale-per-la-sicurezza-dalla-regione-lazio.html" target="_blank">Relazione alla commissione speciale per la sicurezza dalla Regione Lazio</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="doc_text"><strong><a href="http://www.cuntrastamu.org/mafia/speciali/nettuno05.htm" target="_blank">Nettuno contro la mafia</a></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: right;"><span class="doc_text"><em>…. to be continued…</em></span></p>
<p style="text-align: right;"> </p>
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