Più comunemente chiamato sopralluogo di polizia scientifica. Esso è alla base di ogni investigazione giudiziaria ed è quel complesso di attività a carattere scientifico che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca e l’assicurazione delle cose e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e/o della vittima, ovvero la ricostruzione della dinamica del delitto. L’attività del sopralluogo si basa sulla teoria dell’interscambio di Locard secondo cui, quando una persona, nell’ambito di un crimine, entra in contatto con un oggetto o un’altra persona, lascia sempre delle tracce sull’oggetto( o persona ), e l’oggetto ( o persona ) lascia sempre delle tracce sull’autore del crimine. La prima operazione da fare è isolare la zona e allontanare persone estranee affinché lo stato dei luoghi non venga alterato. In seguito vi è la descrizione che segue un rigido protocollo: passaggio dal generale al particolare, da destra verso sinistra e dal basso all’alto. E’ opportuno effettuare riprese video e rilievi grafici e fotografici, evidenziando ogni particolare. Ogni traccia deve essere accuratamente segnalata con lettere o numeri identificativi. Sono molti gli strumenti utili alla polizia scientifica, i più comuni sono:
- fonti di luce portatile, luminol e altri strumenti che riescono a individuare tracce biologiche;
- termometro digitale a doppia sonda per misurare la temperatura del corpo e dell’ambiente in modo da scoprire il tempo della morte;
- lift adesivi e e sistemi per l’evidenziazione delle impronte;
- scanner biometrico (SPAID) per immediata acquisizione delle impronte ;
- materiali per acquisizione di qualsiasi traccia;
- microscopio portatile;
- stub per evidenziare tracce di polvere da sparo;
- metro laser per la misurazione dell’ambiente;
- replicatore laser balistico che permette di tracciare un eventuale traiettoria di un arma da fuoco;
- metal detector per la ricerca di materiali ferrosi;
- geo radar per la ricerca di oggetti e altro nel sottosuolo;
Successivamente vi è la conservazione e il repertamento delle tracce. Ogni reperto è accompagnato da verbale in cui è possibile leggere l c.d. catena di custodia. Quest’ultima evidenzia tutto il percorso e gli operatori che hanno maneggiato l’elemento di prova dal reperta mento al processo.
Molti crimini rimangono impuniti, o sono di difficile investigazione, a causa della modificazione della scena del crimine dovuta spesso agli operatori primo soccorso come il 118 e il 113 che purtroppo non sono qualificati ad isolare la del crimine.