E’ il 30 aprile 2008 quando l’Agenzia del Demanio emette decreto il decreto di destinazione per una villa con annesso terreno al Comune di Arce (FR) con la finalità di convertirli in un centro per attività sociali. Il comandante Marzilli della Polizia Municipale di Arce mi permette di visitare l’immobile. Lo seguo in auto sino a Puzzaca, una frazione di Arce. Percorriamo solo 3 km dal centro città ma siamo già in aperta campagna e in un ambiente suggestivo. La casa non è molto grande, quanto basta per rilassarsi e fare un po’ di ferie: tettoia in legno, un giardino con diverse statue, ornamenti vari e un pozzo. Ma quello che più mi colpisce è dietro una fila di alberi: la piscina. La piscina è molto grande e ha una forma rettangolare, ha un trampolino e una piccola struttura vicina che fa pensare ad uno spogliatoio. Anche il lotto confinante è stato coinvolto dal decreto di confisca. Si tratta di un terreno sul quale sorgono una stalla ed un fienile. L’ Ufficio Beni Confiscati dell’Agenzia del Demanio di Roma ha stimato i beni per un valore totale di 310 mila euro.
Le due proprietà sono state confiscate a Marino Giuseppe nato il 21 marzo 1946. Da una ricerca su alcuni giornali campani scopro dei riferimenti a un Marino Giuseppe, detto “Peppe ´o biondo “, descritto come attuale collaboratore di giustizia ed ex affiliato alla consorteria delinquenziale dei Moccia di Afragola. Ma non ci sono riscontri significativi da cui posso dedurre che si tratti della stessa persona.
Il comandante Marzilli spiega che il comune ha intenzione di destinare la struttura a una comunità di recupero, motivo per cui ha cercato di coinvolgere la Comunità Incontro di Don Gelmini. Quest’ultima dopo un sopralluogo ha diniegato l’invito poichè la struttura non è corrispondente alle proprie aspettative. L’immobile, versa nelle stesse condizione della villa confiscata a Sant’elia Fiumerapido: necessita di una ristrutturazione completa poichè è in cattivo stato di manutenzione ed è parzialmente abusiva. A oltre due anni del passaggio al patrimonio del comune non è ancora utilizzata.