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	<title>Antonio Iafano &#187; Antonio Iafano</title>
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	<description>Il sito di Antonio Iafano</description>
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		<title>L&#8217;omicidio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 18:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’omicidio è la manifestazione più estrema del crimine (Manganelli, Gabrielli). Come in ogni tipo di crimine, anche nell’omicidio l’investigatore dovrà analizzare il contesto in cui avviene. Ad esempio il luogo o il tipo di vittima. La vittimologia consiste nello studio delle caratteristiche della vittima. E’ ovvio che se la vittima è una donna ritrovata nuda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- ======================================================= --> <!-- Created by AbiWord, a free, Open Source wordprocessor.  --> <!-- For more information visit http://www.abisource.com.    --> <!-- ======================================================= --> <!-- #toc, .toc, .mw-warning { 	border: 1px solid #aaa; 	background-color: #f9f9f9; 	padding: 5px; 	font-size: 95%; } #toc h2, .toc h2 { 	display: inline; 	border: none; 	padding: 0; 	font-size: 100%; 	font-weight: bold; } #toc #toctitle, .toc #toctitle, #toc .toctitle, .toc .toctitle { 	text-align: center; } #toc ul, .toc ul { 	list-style-type: none; 	list-style-image: none; 	margin-left: 0; 	padding-left: 0; 	text-align: left; } #toc ul ul, .toc ul ul { 	margin: 0 0 0 2em; } #toc .toctoggle, .toc .toctoggle { 	font-size: 94%; }@media print, projection, embossed { 	body { 		padding-top:1in; 		padding-bottom:1in; 		padding-left:1in; 		padding-right:1in; 	} } body { 	font-size:12pt; 	font-family:'Times New Roman'; 	color:#000000; } table { } td { 	border-collapse:collapse; 	text-align:left; 	vertical-align:top; } p, h1, h2, h3, li { 	color:#000000; 	font-family:'Times New Roman'; 	font-size:12pt; } --></p>
<div>
<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/omicidio_crx.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-342" title="omicidio_crx" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/omicidio_crx-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L’omicidio è la manifestazione più estrema del crimine (Manganelli, Gabrielli). Come in ogni tipo di crimine, anche nell’omicidio l’investigatore dovrà analizzare il contesto in cui avviene. Ad esempio il luogo o il tipo di vittima. La vittimologia consiste nello studio delle caratteristiche della vittima. E’ ovvio che se la vittima è una donna ritrovata nuda in zona periferica, la prima ipotesi investigativa sarà diversa da un omicidio in stile mafioso. Contrariamente a quanto pensa l’opinione pubblica gli atti di estrema violenza si consumano all’interno della famiglia. Negli ultimi anni sono notevoli le stragi omicidio-suicidio. In questo tipo di omicidio le vittime sono quasi sempre soggetti deboli come donne o figli, il carnefice dopo aver eliminato i propri cari si suicidia.</p>
<p>Più raro è invece l’omicidio padre-padrone: il soggetto più debole si ribella con estrema violenza al soggetto più forte; la madre che uccide il coniuge per difendere i figli o viceversa.</p>
<p>E’ l’omicidio-seriale che più impressione l’opinione pubblica grazie anche alle infinite fiction televisive che impazzano ormai da decenni. Ciò che lo differenzia da un qualsiasi altro omicidio è la ripetzione del crimine e il suo movente al di fuori del comune; il serial killer continua ad uccidere finchè non viene arrestato. Nonostante la maggiore specializzazione degli investigatori è ancora oscuro il numero degli omicidi seriali poichè molti fatti non sono apparentemente collegabili tra loro e rimangono impuniti, oppure il serial killer viene arrestato per altri crimini o muore. Un altra particolarietà del serial killer è il modus operandi che tra le sue vittime è solitamente simile. L’FBI ha elaborato il Crime Classification Manual in cui sono classificati i vari tipi di omicidi seriale in base al movente, vittima, modalità e altre caratteristiche criminologiche. Ma tali studi non sono stati esenti da forti critiche in quando non rispetterebbero alcuni criteri scientifici.</p>
<p>Tecnica investigativa</p>
<p>Elemento fondamentale per ogni investigazione, ma soprattutto per l’omicidio, è la conservazione dello stato dei luoghi in cui si è consumato il reato. I primi operatori ad intervenire dovrebbero essere della polizia scientifica. Molti crimini rimangono impuniti a causa di una errata conservazione della scena del crimine.</p>
<p>Dopodichè l’investigazione potrà continuare sulla base di alcuni elementi acquisiti:</p>
<ul>
<li> la modalità in cui stata uccisa una vittima o l’eventuale status sociale della vittima ( ad esempio le brigate rosse uccidevano soggetti simboli delle istituzioni);</li>
<li> indagini di laboratorio degli elementi acqusiti durante il sopralluogo di polizia scientifica;</li>
<li> assunzione d’informazione da parte di eventuali testimoni o comunque soggetti che possono fornire elementi utili per la ricostruzione delle ultime ore o giorni di vita della vittima;</li>
<li> personalità e vissuto della vittima: se per esempio l’omicidio è stato commesso in una zona ad alta densità mafiosa e la vittima è pregiudicato la prima ipotesi ivestigativa sarà rivolta all’agguato mafioso;</li>
<li> l’investigatore dovrà capire il movente dell’omicidio.</li>
</ul>
<p>Ovviamente tutto ciò è solo l’inizio.</p>
</div>
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		<title>Sequestro a scopo di estorsione</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/sequestro-a-scopo-di-estorsione.html</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 14:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[blocco dei beni]]></category>
		<category><![CDATA[blocco della corrispondenza]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[rapimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di stoccolma]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un crimine che nasce nell’ambiente pastorale sardo. La Sardegna è caratterizzata da un ambiente naturale impervio che ha consentito nel passato di nascondere centinaia di uomini rapiti. Stando ad alcune ricerche storiche il rapimento era una pratica diffusa sin dal secolo XV. Ma è solo dal 1984 che si hanno notizie ufficiali a riguardo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/rapimento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-328" title="rapimento" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/rapimento-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>E’ un crimine che nasce nell’<strong>ambiente pastorale sardo</strong>. La Sardegna è caratterizzata da un ambiente naturale impervio che ha consentito nel passato di nascondere centinaia di uomini rapiti. Stando ad alcune ricerche storiche il rapimento era una pratica diffusa sin dal secolo XV. Ma è solo dal 1984 che si hanno notizie ufficiali a riguardo. Il fenomeno è nato da un<strong> espressione di sottocultura delinquenziale in ambiente agro- pastorale</strong> (Gabrielli, Manganelli 2007) nelle regione del sud, in seguito si è diffuso in tutta Italia per poi ridursi e scomparire nuovamente nelle regioni meridionali agli inizi degli anni 80.<span id="more-327"></span> Le statistiche dicono che i principali autori di questo reato sono nel 96% di sesso maschile, il 75% è pluri-pregiudicato e il 58% ha un titolo di studio di scuola elementare. Il fenomeno è andato a scomparire perché <strong>è un crimine che non rende molto</strong>. La sua particolare complessità, l’investimento economico e di risorse umane, la pena alta e il rischio di essere identificati grazie alle nuove tecnologie al servizio delle forze di polizia, ha fatto si che il crimine organizzato spostasse la sua attenzione verso campi più remunerativi. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/rapimento.jpg"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/GIS_carabinieri_web-400x300.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-329" title="GIS_carabinieri_web--400x300" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/08/GIS_carabinieri_web-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></a>L&#8217;investigazione non può che partire dal sopralluogo. Osservare il luogo deve è avvenuto il rapimento è un attività imprescindibile, la scena del crimine e l&#8217;eventuale assunzioni di informazioni da parte di testimoni sono sempre un punto di partenza. Nei vari sequestri italiani quasi sempre i rapitori hanno contattato la famiglia per mezzo di un <strong>interlocutore</strong> che assumeva anche la funzione di <strong>garante</strong>. Molte volte vi è anche la figura del <strong>basista</strong>, colui che raccoglie informazioni utili al rapimento, molto spesso è un famigliare o conoscente della vittima. Già dalla richiesta di riscatto da parte dei rapitori i familiari probabilmente cercheranno di raccogliere la somma richiesta. L&#8217;investigatore dovrà impedire ciò spiegando che il pagamento del riscatto non garantisce la liberazione del proprio caro. E&#8217; molto rilevante la statistica che identifica in amici o conoscenti i rapitori, in questi casi è più che probabile che i criminali non hanno la minima intenzione di liberare il sequestrato anche dopo il pagamento della somma richiesta. Molte volte la vittima è stata ammazzata poche ore dopo il rapimento, per tale motivo è indispensabile che i rapitori dimostrino la prova in vita del sequestrato. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Molti sono i casi in cui i familiari hanno cercato una strada alternativa a quella battuta dalla polizia prendendo contatti con i rapitori all&#8217;oscuro degli investigatori. In questo caso il magistrato può intervenire con il <strong>blocco dei beni e della corrispondenza</strong>. E&#8217; ovvio con questi due istituti può cadere quel rapporto di fiducia tra gli inquirenti e i familiari del sequestrato; sin dal 1991, anno dell&#8217;entrata in vigore della legge sul blocco dei beni, tale istituto ha avuto forti critiche. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;">Al termine del sequestro, quindi nella successiva liberazione, la vittima non è sempre collaborativa con gli inquirenti per l&#8217;identificazione dei rapitori. Soprattutto in quei casi in cui i sequestri sono durati per diversi mesi o anni la vittima può diventare soggetta alla </span><span style="font-size: small;"><strong>sindrome di Stoccolma.</strong></span><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;">La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale la vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi nei confronti del proprio rapitore. Uno stato più che comprensibile se pensiamo che   la vittima per molto tempo non ha avuto contatti con il mondo esterno e l&#8217;unica relazione interpersonale è stata con il rapitore.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p>﻿</p>
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		<title>Le investigazioni scientifiche</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[polizia scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[ris]]></category>

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		<description><![CDATA[ Le successive attività di polizia scientifica riguardano l&#8217;autopsia giudiziaria (se vi è un cadavere) e gli accertamenti tecnici che possono essere ripetibili (art. 359 c.p.p.) o irripetibili (art. 360 c.p.p.) che solitamente si svolgono in un analisi in laboratorio delle tracce. In base alla natura di quest&#8217;ultime è possibile svolgere delle particolari indagini scientifiche tra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/INVEST3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-320" title="INVEST3" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/INVEST3-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Le successive attività di polizia scientifica riguardano l&#8217;autopsia giudiziaria (se vi è un cadavere) e gli accertamenti tecnici che possono essere ripetibili (art. 359 c.p.p.) o irripetibili (art. 360 c.p.p.) che solitamente si svolgono in un analisi in laboratorio delle tracce.<span id="more-319"></span> In base alla natura di quest&#8217;ultime è possibile svolgere delle particolari indagini scientifiche tra cui le più note sono:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini biologiche: oltre l&#8217;analisi del dna le più note riguardano il liquido seminale, saliva, sudore, resti umani ecc.. lo scopo è identificare la natura della traccia e il suo autore;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini balistiche: riguardano la verifica e il funzionamento delle armi, verifica delle traiettorie dei proiettili. Le apparecchiature più note sono: stereomicroscopia comparativa, IBIS è il sistema di archiviazione digitale delle immagini balistiche, microscopia a scansione elettronica;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini su sostanza esplosive e infiammabili;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini sulle fibre;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini sulle pitture vernici ed inchiostri;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini su terreni polveri e vetri;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini sulle droghe;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini grafiche: per l’identificazione dell’autore di un testo;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini foniche: che permette di analizzare le intercettazione;</span></span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">indagini su documenti e banconote.</span></span></span></li>
</ul>
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		</item>
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		<title>L&#8217;esame della scena del delitto</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/lesame-della-scena-del-delitto.html</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 15:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[scena del delitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Più comunemente chiamato sopralluogo di polizia scientifica. Esso è alla base di ogni investigazione giudiziaria ed è quel complesso di attività a carattere scientifico che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca e l’assicurazione delle cose e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e/o della vittima, ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/crime_scene_mgmt1_2405.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-316" title="crime_scene_mgmt1_2405" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/crime_scene_mgmt1_2405-300x300.gif" alt="" width="300" height="300" /></a>Più comunemente chiamato sopralluogo di polizia scientifica. Esso è alla base di ogni investigazione giudiziaria ed è quel complesso di attività a carattere scientifico che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca e l’assicurazione delle cose e delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e/o della vittima, ovvero la ricostruzione della dinamica del delitto. L’attività del sopralluogo si basa sulla teoria dell’interscambio di Locard secondo cui, quando una persona, nell&#8217;ambito di un crimine, entra in contatto con un oggetto o un&#8217;altra persona, lascia sempre delle tracce sull’oggetto( o persona ), e l’oggetto ( o persona ) lascia sempre delle tracce sull’autore del crimine.<span id="more-315"></span> La prima operazione da fare è isolare la zona e allontanare persone estranee affinché lo stato dei luoghi non venga alterato. In seguito vi è la descrizione che segue un rigido protocollo: passaggio dal generale al particolare, da destra verso sinistra e dal basso all&#8217;alto. E&#8217; opportuno effettuare riprese video e rilievi grafici e fotografici, evidenziando ogni particolare. Ogni traccia deve essere accuratamente segnalata con lettere o numeri identificativi. Sono molti gli strumenti utili alla polizia scientifica, i più comuni sono:</p>
<ul>
<li>fonti di luce portatile, luminol e altri strumenti che riescono a individuare tracce biologiche;</li>
<li>termometro digitale a doppia sonda per misurare la temperatura del corpo e dell’ambiente in modo da scoprire il tempo della morte;</li>
<li>lift adesivi e e sistemi per l&#8217;evidenziazione delle impronte;</li>
<li>scanner biometrico (SPAID)  per immediata acquisizione delle impronte ;</li>
<li>materiali per acquisizione di qualsiasi traccia;</li>
<li>microscopio portatile;</li>
<li>stub per evidenziare tracce di polvere da sparo;</li>
<li>metro laser per la misurazione dell’ambiente;</li>
<li>replicatore laser balistico che permette di tracciare un eventuale traiettoria di un arma da fuoco;</li>
<li>metal detector per la ricerca di materiali ferrosi;</li>
<li>geo radar per la ricerca di oggetti e altro nel sottosuolo;</li>
</ul>
<p>Successivamente vi è la conservazione e il repertamento delle tracce. Ogni reperto è accompagnato da verbale in cui è possibile leggere l c.d. catena di custodia. Quest’ultima evidenzia tutto il percorso e gli operatori che hanno maneggiato l’elemento di prova dal reperta mento al processo.</p>
<p>Molti crimini rimangono impuniti, o  sono di difficile investigazione, a causa della modificazione della scena del crimine dovuta spesso agli operatori primo soccorso come il 118 e il 113 che purtroppo non sono qualificati ad isolare la del crimine.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;informatore di polizia</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/linformatore-di-polizia.html</link>
		<comments>http://www.antonioiafano.com/linformatore-di-polizia.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 19:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[informatore]]></category>

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		<description><![CDATA[L’informatore di polizia, conosciuto maggiormente come confidente, è colui che fornisce  informazioni utili all’indagine al di fuori di ogni obbligo giuridico. Egli è contemplato dal nostro ordinamento giuridico: l’art 203 del c.p.p. recita “Il giudice non può obbligare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria nonché il personale dipendente dai servizi per le informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- ======================================================= --> <!-- Created by AbiWord, a free, Open Source wordprocessor.  --> <!-- For more information visit http://www.abisource.com.    --> <!-- ======================================================= --> <!-- #toc, .toc, .mw-warning { 	border: 1px solid #aaa; 	background-color: #f9f9f9; 	padding: 5px; 	font-size: 95%; } #toc h2, .toc h2 { 	display: inline; 	border: none; 	padding: 0; 	font-size: 100%; 	font-weight: bold; } #toc #toctitle, .toc #toctitle, #toc .toctitle, .toc .toctitle { 	text-align: center; } #toc ul, .toc ul { 	list-style-type: none; 	list-style-image: none; 	margin-left: 0; 	padding-left: 0; 	text-align: left; } #toc ul ul, .toc ul ul { 	margin: 0 0 0 2em; } #toc .toctoggle, .toc .toctoggle { 	font-size: 94%; }@media print, projection, embossed { 	body { 		padding-top:1in; 		padding-bottom:1in; 		padding-left:1in; 		padding-right:1in; 	} } body { 	font-family:'Calibri'; 	font-weight:normal; 	text-transform:none; 	text-align:left; 	orphans:0; 	font-size:11pt; 	widows:0; } table { } td { 	border-collapse:collapse; 	text-align:left; 	vertical-align:top; } *.normale { 	font-family:'Times New Roman'; 	font-size:12pt; } *.normale_(web) { 	margin-bottom:0.0694in; 	margin-top:0.0694in; } --></p>
<div>
<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/segreto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-312" title="segreto" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/segreto-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>L’informatore di polizia, conosciuto maggiormente come confidente, è colui che fornisce  informazioni utili all’indagine al di fuori di ogni obbligo giuridico. Egli è contemplato dal nostro ordinamento giuridico: l’art 203 del c.p.p. recita “Il giudice non può obbligare gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria nonché il personale dipendente dai servizi per le informazioni e la sicurezza militare o democratica a rivelare i nomi dei loro informatori. Se questi non sono esaminati come testimoni, le informazioni da essi fornite non possono essere acquisite né utilizzate”. <span id="more-311"></span>I momenti utili al primo incontro tra l’investigatore e il confidente posso essere un arresto, un controllo amministrativo, una richiesta d’informazioni e molte altre occasioni. Cosa spinge l’informatore a muoversi verso questa direzione? Le cause possono essere diverse. Ad esempio per danaro, per acquisire benevolenza della controparte per vendetta nei confronti di altra persona e molto altro ancora. Ovviamente l’investigatore è sempre alla ricerca d’informazioni e deve attentamente valutare ciò che il confidente li dirà. L’investigatore dovrà fare un analisi della storia del confidente, esaminare il suo vissuto criminale (solitamente l’informatore ha precedenti o comunque non è persona onestissima); soprattutto dovrà stare attento se il confidente ha precedenti di truffa o simili: un precedente del genere crea un forte sospetto sulla veridicità e degli scopi del rapporto.</p>
<p>Comprendere il perché lo fa è all’inizio del percorso di verifica dell’attendibilità. Il confidente nella malavita è sinonimo di traditore, infame e vigliacco: ovviamente lui non vuol sentirsi tale ne essere percepito come tale. Il rapporto che si creerà tra l’investigatore e il confidente sarà segreto, e quest’ultimo deve saperlo mantenere ma dovrà comunque informare il suo superiore di questo rapporto che si è creato, dei rischi e delle minacce e dovrà accompagnare la relazione orale con una nota scritta per trasparenza e perché spesso tramite un procedura particolare si può accedere a dei fondi riservati per particolari operazioni.</p>
<p>La natura del rapporto (se esso economico, benevolenza ecc…) dovrà sin da subito essere messo in chiaro. L’investigatore dovrà spiegare al confidente che un eventuale ricompensa economica sarà soddisfatta solo in seguito a degli elementi soddisfacenti onde evitare informazioni false e conseguente perdita di tempo e di risorse.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;analisi investigativa e le sue caratteristiche</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 15:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[analisi investigativa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi delle informazioni è la fase più importante dell&#8217;investigazione e del processo d&#8217;intelligence. L&#8217;analisi può esser definita come quel procedimento che ha l&#8217;obbiettivo di interpretare le informazioni. Nel settore investigativo è possibile sviluppare varie tipi di analisi differenti per procedimento logico (deduttivo, induttivo ed abduttivo), per campo di applicazione e per livello. Vi sono due tipi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- ======================================================= --> <!-- Created by AbiWord, a free, Open Source wordprocessor.  --> <!-- For more information visit http://www.abisource.com.    --> <!-- ======================================================= --> <!-- #toc, .toc, .mw-warning { 	border: 1px solid #aaa; 	background-color: #f9f9f9; 	padding: 5px; 	font-size: 95%; } #toc h2, .toc h2 { 	display: inline; 	border: none; 	padding: 0; 	font-size: 100%; 	font-weight: bold; } #toc #toctitle, .toc #toctitle, #toc .toctitle, .toc .toctitle { 	text-align: center; } #toc ul, .toc ul { 	list-style-type: none; 	list-style-image: none; 	margin-left: 0; 	padding-left: 0; 	text-align: left; } #toc ul ul, .toc ul ul { 	margin: 0 0 0 2em; } #toc .toctoggle, .toc .toctoggle { 	font-size: 94%; }@media print, projection, embossed { 	body { 		padding-top:1in; 		padding-bottom:1in; 		padding-left:1in; 		padding-right:1in; 	} } body { 	font-size:12pt; 	font-family:'Times New Roman'; } table { } td { 	border-collapse:collapse; 	text-align:left; 	vertical-align:top; } --></p>
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<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/criminalistica5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-309" title="criminalistica5" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/criminalistica5.jpg" alt="" width="100" height="106" /></a>L&#8217;analisi delle informazioni è la fase più importante dell&#8217;investigazione e del processo d&#8217;intelligence. L&#8217;analisi può esser definita come quel procedimento  che ha l&#8217;obbiettivo di interpretare le informazioni. Nel settore investigativo è possibile sviluppare varie tipi di analisi differenti per procedimento logico (deduttivo, induttivo ed abduttivo), per campo di applicazione e per livello.<span id="more-308"></span> Vi sono due tipi di campi d&#8217;applicazione:</p>
<ul>
<li> Criminalità evidente: è la sommatoria di tutte le attività criminali palesemente denunciate o comunque a conoscenza delle forze dell&#8217;ordine;</li>
<li> Criminalità reale: è la sommatoria di tutte le attività criminali non ancora individuate dalle forze di polizia.</li>
</ul>
<p>Il ciclo vitale di un organizzazione inizia con la criminalità reale per passare in seguito a criminalità evidente. Invece le organizzazioni di tipo mafioso hanno un ciclo vitale in cui si alternano più volte la criminalità reale ed evidente.</p>
<p>I livelli di applicazione dell&#8217;analisi sono i seguenti:</p>
<ul>
<li> analisi strategica: ha l&#8217;obbiettivo di individuare le linee evolutive e le vulnerabilità dei singoli fenomeni criminali al fine di stabilire e predisporre politiche di contrasto e prevenzione, inoltre comprende nell&#8217;analisi fenomeni non immediatamente collegati alle realtà criminali; essa è di tipo descrittivo quando cerca di fare chiarezza sulla situazione attuale verificando  la tendenza del fenomeno criminale o di un modello specifico; è analisi strategica esplicativa quando ha lo scopo di conoscere le cause dei fenomeni criminali; infine è di tipo predittiva quando ha lo scopo di prevedere gli sviluppi futuri del fenomeno.</li>
<li> analisi operativa: ha un raggio d&#8217;azione minore e riguarda ad esempio un singolo crimine o un gruppo criminale, spesso è preceduta dall&#8217;analisi strategica.</li>
<li> analisi di contesto:  colloca un &#8216;indagine nel contesto reale.</li>
</ul>
<p>L&#8217;analisi può produrre i seguenti risultati:</p>
<ul>
<li> ipotesi: è una teoria che ha bisogno di ulteriori informazioni per essere confermata;</li>
<li> conclusione: è una teoria confermata;</li>
<li> stima: è un inferenza fatta sull&#8217;intero campione;</li>
<li> previsione: inferenza su qualcosa che avverrà in futuro.</li>
</ul>
<p>Bibliografia:</p>
<p><!-- ======================================================= --> <!-- Created by AbiWord, a free, Open Source wordprocessor.  --> <!-- For more information visit http://www.abisource.com.    --> <!-- ======================================================= --> <!-- #toc, .toc, .mw-warning { 	border: 1px solid #aaa; 	background-color: #f9f9f9; 	padding: 5px; 	font-size: 95%; } #toc h2, .toc h2 { 	display: inline; 	border: none; 	padding: 0; 	font-size: 100%; 	font-weight: bold; } #toc #toctitle, .toc #toctitle, #toc .toctitle, .toc .toctitle { 	text-align: center; } #toc ul, .toc ul { 	list-style-type: none; 	list-style-image: none; 	margin-left: 0; 	padding-left: 0; 	text-align: left; } #toc ul ul, .toc ul ul { 	margin: 0 0 0 2em; } #toc .toctoggle, .toc .toctoggle { 	font-size: 94%; }@media print, projection, embossed { 	body { 		padding-top:1in; 		padding-bottom:1in; 		padding-left:1in; 		padding-right:1in; 	} } body { 	font-size:12pt; 	font-family:'Times New Roman'; } table { } td { 	border-collapse:collapse; 	text-align:left; 	vertical-align:top; } p, h1, h2, h3, li { 	font-family:'Times New Roman'; 	font-size:12pt; } *.text_body { 	margin-bottom:0.212cm; 	margin-top:0cm; } --></p>
<div>
<p>&#8220;Investigare&#8221; &#8211; Antonio Manganelli/Franco Gabrielli, CEDAM 2007</p>
<p>Elementi di intelligence e tecniche di analisi investigativa – Anna Maria Di Paolo – Laurus Robuffo</p>
<p>L’analisi di contesto per la lotta al crimine – Tiziana Montefusco &#8211; Laurus Robuffo.</p>
</div>
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		<item>
		<title>L&#8217;investigatore, l&#8217;investigazione e i suoi ragionamenti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 20:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;investigazione è ricerca meticolosa degli elementi utili all&#8217;accertamento della verità. Durante il suo lavoro l&#8217;investigatore si troverà dinanzi ad elementi come l&#8217;istinto, il pregiudizio e l&#8217;intuizione. E&#8217; definito istinto quella spinta che ci fa reagire a uno o più stimoli con una risposta priva di razionalità. Il pregiudizio, è ,invece un&#8217;opinione preconcetta dovuta a inaccettabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/Detective.png"><img class="alignleft size-full wp-image-303" title="Detective" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/Detective.png" alt="" width="128" height="128" /></a>L&#8217;investigazione è ricerca meticolosa degli elementi utili all&#8217;accertamento della verità. Durante il suo lavoro l&#8217;investigatore si troverà dinanzi ad elementi come <strong>l&#8217;istinto</strong>, il <strong>pregiudizio</strong> e <strong>l&#8217;intuizione</strong>.  E&#8217; definito istinto quella spinta che ci fa reagire a uno o più stimoli con una risposta priva di razionalità.<span id="more-302"></span> Il pregiudizio, è ,invece un&#8217;opinione preconcetta dovuta a inaccettabili generalizzazioni; più dettagliatamente è l&#8217;attribuzione di caratteristiche identiche a persone che appartengono alla stessa categoria senza considerare le differenze personali che vi sono nella stessa categoria. E&#8217; infine  intuizione la capacità immediata di percepire una determinata realtà. Tale capacità è molto rischiosa in assenza di un ragionamento logico, ma quanto quest&#8217;ultimo è presente, nel mondo dell&#8217;investigatore è definita come intuizione investigativa. Essa è la capacità di orientarsi nell&#8217;indagine sulla base dell&#8217;esperienza professionale e personale. In questo caso entra in scena anche il procedimento logico. L&#8217;investigatore razionalizza grazie al <strong>procedimento induttivo</strong> e <strong>deduttivo</strong>. Il primo è quel ragionamento che partendo dall&#8217;esperienza evidenzia ciò che è vero per uno o alcuni casi e lo estende a tutti gli altri, si val dal particolare al generale. Ovviamente tale ragionamento aumentare solo la statistica poiché non avremo mai avanti la totalità dei casi. La deduzione al contrario evidenzia ciò che è vero per la maggior parte dei casi e lo estende al singolo caso, partendo da una premessa totale si ricavano le conclusioni.  Quest&#8217;ultimo è il ragionamento che propone più certezze, proprio per questo usato dalla polizia giudiziaria: se A e B sono veri allora  anche C sarà così.  L&#8217;induzione invece parte da un dato concreto ma giunge ad un risultato sperimentale (dalla validità di A e B si giunge alla conclusione di C). Il problema investigativo è che per far funzionare la deduzione c&#8217;è bisogno dell&#8217;induzione e viceversa c&#8217;è bisogno della deduzione per far funzionare l&#8217;induzione. E ovviamente l&#8217;induzione da solo non funziona perchè l&#8217;investigatore ha bisogno di ipotesi plausibili a monte. Per differenziare ciò che è plausibile da ciò che non lo è entra in gioco il <strong>procedimento abduttivo</strong>. Esso è la capacità di avanzare ipotesi plausibili o probabili e suppone uno stato di cose che precedentemente non era osservabile con la conclusione di spiegare il presente osservabile. La premessa di tale procedimento è certa ma la conclusione avrà una certezza minore o uguale.</p>
<p>L&#8217;investigatore, sia pubblico (c.d. etti tipi del c.p.p. e atipici) che privato, ha una serie di strumenti che gli permettono di lavorare nel mondo dell&#8217;indagine, ma non esiste (e probabilmente non esisterà mai) una “mossa” codificata o migliore di un altra, egli dovrà sempre operare nel complesso contesto investigativo poiché ogni indagine è unica. Nemmeno dovrà sentirsi appagato dagli strumenti che ha a disposizione, dovrà sempre sforzarsi di trovarne di nuovi, migliori e più innovativi. Infine egli deve essere consapevole della propria fallibilità e deve riconoscere e domina i propri istinti e pregiudizi, ma soprattutto “<em><strong>dovrà operare nella più assoluta trasparenza, guidato da un unico faro: l&#8217;amore perla verità, che è sempre una sola e non è trattabile</strong></em>” (p.9 Investigare, CEDAM, di Gabrielli e Manganelli).</p>
<p>Bibliografia:</p>
<p>Appunti delle lezione del prof. Gabriele presso il corso in Analisi Criminale</p>
<p>Investigare, CEDAM, di Gabrielli e Manganelli</p>
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		<item>
		<title>Analisi degli omicidi di donne a Ciudad Juarez</title>
		<link>http://www.antonioiafano.com/analisi-degli-omicidi-di-donne-a-ciudad-juarez.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 13:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[ciudad juarez]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Introduzione Ciudad Juarez è una città messicana situata sulle rive del Río Grande al confine con gli Stati Uniti, è a pochi chilometri dalla città texana di El Paso. Le due città assieme formano la più grande area metropolitana binazionale sul confine fra Messico e Stati Uniti. Ciudad Juarez è in una regione desertica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/mexico.ciudad.juarez.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-298 alignleft" title="mexico.ciudad.juarez" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/07/mexico.ciudad.juarez-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Introduzione</p>
<p style="text-align: left;">Ciudad Juarez è una città messicana situata sulle rive del Río Grande al confine con gli Stati Uniti, è a pochi chilometri dalla città texana di El Paso. Le due città assieme formano la più grande area metropolitana binazionale sul confine fra Messico e Stati Uniti. Ciudad Juarez è in una regione desertica dello Stato di Chihuahua. È la quinta città più grande nel Messico. Il Messico è governata da una forma di democrazia rappresentativa ed è considerato la tredicesima potenza economica mondiale. Tuttavia la distribuzione della ricchezza è così diseguale che in alcune metropoli come Ciudad Juarez convivono imprenditori e criminali più potenti della nazione. Per una buona parte del ventesimo secolo la principale fonte di ricchezza del paese è stato il petrolio. Il Messico è il solo paese dell&#8217;America Latina ad essere membro dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sin dal 1994.<span id="more-297"></span> Ciudad Juárez accoglie dal 1993 il cartello di narcotrafficanti più potente del Messico, quello dei Carrillo Fuentes. Solo nel 2009 ci sono stati oltre 2500 omicidi. Tra i quartieri della città transita l’80% della cocaina proveniente dal sud america e destinata al mercato americano e mondiale. I narcotrafficanti non hanno nessuna difficoltà a reclutare dei trasportatori che ricevono molto più denaro di quanto non potrebbero guadagnare sul mercato del lavoro formale. A Juárez sono presenti più di 500 bande di strada che si dedicano ad attività criminali di ogni genere. Negli ultimi anni Juarez è nota alle cronache internazionali per essere la città con il più alto tasso di omicidi nei confronti di donne. Dal 1993, sono centinaia le donne e ragazze assassinate nelle città di Ciudad Juárez. Nella maggior parte dei casi le vittime hanno caratteristiche simili e i modus operandi degli assassini sono simili.  Le autorità messicane hanno fatto decisamente poco per indagare in modo adeguato questi crimini, ricorrendo persino alla tortura per estorcere confessioni a persone estranee ai fatti, garantendo in questo modo ai veri responsabili l&#8217;impunità.</p>
<p>2. Contesto politico</p>
<p>Il Messico è una democrazia di tipo federale composta da 31 stati e da un distretto federale indipendente che fa capo a Città del Messico. Ciascuno degli stati ha una  costituzione propria e dispone di un sistema esecutivo, legislativo e giudiziario proprio. Ogni  stato è diviso in un certo numero di amministrazioni comunali dotate di un proprio potere esecutivo eletto dal popolo.  In Messico ci sono diverse forze di polizia, ciascuna corrispondente a una entità amministrativa quali la federazione, gli stati, il distretto federale e le  amministrazioni comunali. Tutte le questioni legate alla sicurezza pubblica nazionale sono di competenza del ministero della Sicurezza pubblica. La struttura fondamentale di questo ministero è l’Ufficio del procuratore la Procuraduría General de la República (PGR). In ciascuno stato si trova una Procuraduría General de Justicia del Estado (PGJE). La Commissione interamericana dei diritti dell’uomo ha denunciato l’assenza d&#8217;indipendenza  degli Uffici del procuratore rispetto al potere esecutivo federale. Secondo alcuni, l’elevato tasso di criminalità a Juárez è dovuto a una mancanza di coordinazione tra i corpi di polizia.</p>
<p>I diversi uffici governativi, minimizzano il numero di omicidi e considerano le vittime le vere responsabili “perché passeggiavano in luoghi bui e indossavano minigonne o altre mises provocanti” (affermazione di Barrio Terrazas, ex governatore dello stato di Chihuahua). In realtà, un&#8217;ipotesi molto plausibile dell’aumento dei delitti potrebbe essere nell’intreccio tra impunità e negligenza del governo federale. Molte testimonianze indicano che gli assassini sarebbero stati protetti prima dai poliziotti di Chihuahua e successivamente beneficiato di favori negli ambienti legati al narcotraffico.</p>
<p>3. Contesto economico</p>
<p>Dal 1960, ma con maggiore incidenza dalla firma del Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti nel 1994, a Juárez sono immigrate migliaia di donne per lavorare nelle “maquiladoras”. Le maquiladoras sono stabilimenti industriali posseduti o controllati da imprese straniere in cui avvengono trasformazioni o assemblaggi di componenti temporaneamente esportati da paesi maggiormente industrializzati in un regime in cui non si applicano imposte locali e statali sulle merci in vendita (c.d. regime Duty-free, classici dei negozi al dettaglio che si trovano ad esempio all&#8217;interno degli aeroporti o navi da crociera). I prodotti assemblati vengono  successivamente esportati all&#8217;estero.  Il Trattato di Libero Commercio, più comunemente conosciuto  con l&#8217;acronimo NAFTA, è un accordo di libero scambio commerciale stipulato tra Stati Uniti, Canada e Messico. E&#8217; ispirato sul già esistente accordo di libero commercio tra Canada e Stati Uniti (FTA) e sul modello dell&#8217;Unione Europea. Il trattato venne firmato dai Capi di Stato dei tre stati (il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il Presidente Messicano Carlos Salinas de Gortari e il Primo Ministro Canadese Brian Mulroney) il 17 dicembre 1992 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1994. Grazie al NAFTA vi è stata la progressiva eliminazione di tutte le barriere dei dazi doganali fra il Messico e Usa. Dal 1965 al 1982 le maquiladoras hanno operato sulla base di modesti investimenti di capitale scarsa applicazione di tecnologia e privilegiando attività intensive di assemblaggio manuale. RCA e ZENITH sono state le prime maquiladoras e la forza lavoro era costituita perlopiù da donne. Tra il 1974 e il 1976 con la recessione dell&#8217;economia statunitense vi è stata la crisi delle maquiladoras. Tale crisi ha portato la chiusura di molte industrie e il licenziamento di oltre 30.000 lavoratrici. In seguito, dal 1973 sino agli inizia degli anni 80, l&#8217;economia statunitense si riprese e vi furono nuovi investimenti per le maquiladoras. E&#8217; abbastanza facile dedurre che le maquiladoras sfruttano soprattutto la manodopera a basso costo delle donne poiché nonostante il Messico sia un paese democratico, i salari, i sindacati e le condizioni lavorative hanno indici equiparabili ai paesi del terzo mondo. Le istituzioni si illusero che  l&#8217;approvazione del trattato di libero commercio avrebbe portato miglioramenti salariali, più occupazione, tecnologia e competitività. Gli investimenti tecnologici promossero vantaggi per le imprese straniere senza ottenere migliori condizioni per i lavoratori. Gli investimenti stranieri non hanno collaborato alla modernizzazione dell&#8217;industria messicana. Le maquiladoras hanno prodotto circa 1.000.000 di posti di lavoro e tuttavia il numero attuale di giovani che entrano nella popolazione attiva è di circa 1.000.000.  Il problema economico principale del Messico non è la disoccupazione poiché non essendoci indennità di disoccupazione e visto la condizioni precarie di vita la gente è obbligato a lavorare per sopravvivere. Il problema principale è l&#8217;occupazione precaria o la sottoccupazione. Da gli anni 80 il potere di acquisto è diminuito dell&#8217;86% e per ottenere lo stesso livello del 1976 sarebbe necessario un aumento salariale del 275%. Da tali statistiche si può capire che il Nafta e le maquiladoras non hanno creato condizioni migliori per il Messico e  i suoi lavoratori, ma hanno prodotto vantaggi per i soli industriali esteri che hanno ottenuto soprattutto a Ciudad Juarez bassissima manodopera femminile.</p>
<p>4. Contesto sociale</p>
<p>Ciudad Juarez è una città di frontiera caratterizzata da un intenso traffico, da quartieri moderni con grandi centri commerciali, ipermercati, alberghi, universitá, diversi teatri  e cinema multisala, è tantissimi picaderos, luoghi ove è possibile acquistare e consumare qualsiasi tipo di droga a poco prezzo.  In moltissimi casi di violenza le persone coinvolte fanno uso di stupefacenti. Nelle aeree industriali vi sono grandi quartieri residenziali collegate e con i ponti internazionali.  Dagli anni ottanta vi è stata una migrazione con oltre 40.000 persone l&#8217;anno. Molti sono arrivati a Ciudad Juarez per varcare la frontiera per poter lavorare negli Stati Uniti, non riuscendoci, hanno cercato lavoro nelle maquiladoras. Molte donne invece arrivano per lavorare nelle  fabbriche. Molti agglomerati urbani che si sono formati a seguito delle ondate  migratorie sono carenti di servizi pubblici e oltre la metà della strade di Juarez non è asfaltata. Le Colonias sono le zone più povere della città, ma vi sono anche altri quartieri completamente disagiati e assenti da ogni servizio pubblico come Lomas de Poleo, Rancho  Anapr , Lote Bravo; questi quartieri sono caratterizzate da case precarie fatte di assi, scatole di cartone o lamiere di zinco.  Appena fuori dal centro di Juarez si alternano terreni incolti, discariche di auto e camion  sfasciati e cumuli  d&#8217;immondizia. Non è un caso se le donne vittime di omicidio e  brutali stupri avvengono quando finiscono di lavorare dalle fabbriche, per tornare alle loro abitazioni spesso percorrono molti chilometri a piedi in strade dissestate in cui manca luce e controllo delle forze di polizia. Da alcuni anni si sono costituite in associazioni le vittime e i famigliari delle vittime di stupro che consigliano quali strade e mezzi pubblici devono intrapendere per non rimanere vittime di crimini. Nella città di Juarez poco dopo il tramonto vi è una sorta di coprifuoco spontaneo, tutti corrono nelle abitazioni poiché non è difficile rimanere colpiti dalle pallottole della guerra che vi è nella notte tra le forze di polizia – militari e i narcotrafficanti che sono dotati di armi e uomini paramilitari.  I lavoratori onesti guadagnano circa 30-40 Euro alla settimana contro i mille che garantiscono i cartelli della droga, dinanzi a una simile scelta per i giovani non c’è alternativa.</p>
<p>5. Contesto criminale</p>
<p>Ciudad Juarez è oggi la città più violenta del mondo. Negli ultimi anni la guerra tra narcos, nella quale è coinvolto anche l’esercito messicano ha  causato 4.700 morti e 100.000 rifugiati.  Il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra al narcotraffico ma la sua strategia non è delle migliori poiché il suo piano è  di tipo repressivo e consiste con  la completa militarizzazione dei territori escludendo piani sociali e di prevenzione. Inoltre il tasso di corruzione all&#8217;interno degli apparati statali è altissimo.  A dimostrazione vi è il fatto che il 16 dicembre 2009, a Cuernavaca ( nello stato di Morelos), la DEA statunitense in un&#8217;operazione antidroga(la DEA ha degli accordi internazionali con il Messico per il contrasto del traffico di droga che dal sudamerica entra negli USA) è ricorsa alla Marina perchè il narcotrafficante da arrestare quella sera stessa, aspettava a cena il generale Leopoldo Díaz Pérez, responsabile militare della regione.<br />
Il piano del governo di  Calderón è iniziato nel 2007 è ha coinvolto 45.000 soldati dispiegati in tutto il paese. Il punto critico è proprio Ciudad Juarez dove gli affari dei narcos non hanno mai subito perdite, la presenza dell&#8217;esercito ha solo aumentato il numero dei morti ammazzati che ormai sfiora le 20.000 persone. Il 31 gennaio 2010 quindici studenti sono stati ammazzati in una festa in un quartiere popolare della città. Uno o pochi altri di questi erano coinvolti in alcune affari illeciti ma la maggior parte erano dei ragazzi innocenti e normali. I narcos non hanno esitato a sparare sulla folla. In seguito al massacro, vi è stata la prima manifestazione della società civile. I vertici politici sono andati diverse volte a Juarez, ma sono stati accusati dalla società di non saper gestire la situazione politica e giudiziaria della città. L’UNESCO denuncia che perfino le scuole sono obbligate a pagare il pizzo perché gli studenti non siano crivellati all’uscita. Un altro esempio di corruzione riguarda Joaquín Guzmán Loera chiamato “el Chapo”, capo del Cartello di Sinalo è tra le 40 persone più influenti del pianeta. E&#8217; stato arrestato nel 1989 e secondo alcune inchieste degli apparati USA riuscì a scappare dal carcere di massima sicurezza grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;ex Procuratore Generale della Repubblica Vicente Fox.  Ciudad Juarez è probabilmente l&#8217;unica città di un paese democratico che quando si contrae un debito, per estinguerlo è più conveniente pagare un killer per uccidere il creditore che saldare il debito onestamente.</p>
<p>6. Vittimologia e profilo criminale</p>
<p>Nel solo biennio 1993-1995 sono stati commessi circa 1307 reati sessuali e dal 1993 a oggi le donne barbaramente uccise sono già più  di 400  e oltre 600 quelle scomparse dal 1993. In realtà non si hanno statistiche attendibili poiché spesso le donne sono sole a Ciudad Juarez e i famigliari sono a centinaia di chilometri distanza e denunciano la scomparsa dopo molto tempo. Inoltre dalle statistiche sono escluse le persone di cui i famigliari non denunciano la scomparsa per sfiducia o peggio paura della polizia.  Le statistiche delle ONG non sono confermate da quelle del Ministero. La maggior parte delle vittime avevano caratteristiche simili: almeno un centinaio erano di umili origini, quasi sempre operaie, tutte di struttura minuta, brune e con i capelli lunghi. Tutte sono state vittime di violenze sessuali e strangolate, presentano segni di sesso estremo e violento come morsi sul seno, mutilazione degli organi sessuali e a volte viso sfigurato irriconoscibile. Moltissime rimangono ancora senza nome. Alcuni cadaveri sono stati ritrovati nei quartieri del centro cittadino, altri scoperti in zone incolte della periferia, ma tutte sono state uccise in un luogo diverso dal ritrovamento. Molti cadaveri hanno segni di sevizie e violenze ripetute, probabilmente alcune sono state sequestrate e abusate per diverso tempo prima di portarle alla morte. Il modus operandi è caratteristico degli omicida seriali. Alcune volte si rinvengono anche cadaveri di bambine di 10-12 anni, anche quest&#8217;ultime con caratteristiche fisiche simili tra loro. Dal 2001 il rinvenimento di cadaveri è diminuito, ma non le scomparse. Tale dato è dovuto alla «lechada». Da quanto le ONG e altri istituzioni internazionali si  sono interessata a queste fenomeno gli assassini utilizzano un liquido corrosivo composto da acidi che scioglie rapidamente  carne e ossa senza lasciare traccia. In seguito si elencano alcuni casi specifici per evidenziare l&#8217;efferatezza degli omicidi:</p>
<ul>
<li>· Angélica Luna Villalobos: “è stata la prima vittima, rinvenuta il 25/01/1993, cadavere di sesso femminile di circa 16 anni, corporatura robusta, pelle bianca, capelli castani, 1 metro e 65 circa di statura, è stato rinvenuto nella colonia di Alta Vista. Il corpo presenta segni di violenza. [...] Due ecchimosi nella regione del collo con profondi segni sulla parte laterale destra del medesimo, intorno al quale è stato avvolto e annodato un cavo elettrico. [...] Causa della morte:asfissia per strangolamento.”</li>
<li>· Gladys Janeth Fierro Vargas: “rinvenuta a 300 metri dall&#8217;autostrada il l&#8217; 8/05/1994, , è stato rin-venuto il cadavere di una persona di sesso femminile in posizione ventrale, le braccia aperte a croce, estremità inferiori divaricate a V. Età 10 anni circa, capelli neri, naso piccolo, bocca piccola, labbra sottili. Il cadavere indossava calzini neri e scarpe da tennis bianche, la camicetta era sollevata fino al collo. [...] Presenta i seguenti segni di violenza: ecchimosi nella regione del collo. [...] A seguito dell’autopsia è stato stabilito che la morte è avvenuta per asfissia da strangolamento. [...] Un capello bianco è stato trovato nella regione vaginale. Scomparsa il 6 maggio di quest’anno [1994].” ;</li>
<li>· Cadavere ancora non identificato: “Fascicolo delle indagini preliminari n. 05396/96-1102, in data 7 aprile 1996. Vittime: Rosario García Leal, Guadalupe Verónica Castro Pando, Olga Alicia Carrillo Pérez. Nell’area di Lomas de Poleo, all’altezza della località Ejido López Mateos, è stato rinvenuto un cadavere di donna al quale mancano il cranio e le estremità superiori. A circa sessanta metri a nord-ovest dal luogo del ritrovamento è stato rinvenuto un osso mascellare inferiore, una clavicola intera con resti di pelle. [...] A tre metri, un reggiseno di colore nero di taglia piccola con le bretelle strappate, una scarpa nera, un pantalone color caffè, una felpa blu con la lettera R, un camice da lavoro conil logo Philips sulla sinistra. [...] I risultati dell’autopsia rivelano che le vittime sono state violentate e hanno subito ferite d’arma bianca oppure sono state strangolate.”.</li>
</ul>
<p>Il noto medico legale messicano Oscar Máynez nel 2000 ha dato le dimissioni dal suo incarico denuncia che più volte le autorità gli hanno fatto pressione per cambiare le sue perizie mediche. Egli ha individuato lo stesso modus operandi in circa 60 omicidi commessi dal 1993 al 1999 e ritiene che gli omicidi sono stati commessi da due serial killer differenti. Anche l&#8217;investigatore dell&#8217;FBI Robert K. Ressler, che ha analizzato 300 fascicoli di omicidio, ipotizza che gli assassini siano almeno due ma aggiunge che probabilmente sono spagnoli o chicanos degli Stati Uniti. Candice Skrapec, criminologa dell&#8217;università della California, collega a uno o due assassini a 90 omicidi e ritiene Maturino Resèndenz uno dei probabili autori.  Resèndez,soprannominato il killer delle ferrovie, è stato condannato alla pena di morte per aver ucciso 15 persone nello stato del Texas. Secondo Ressler gli autori degli omicidi sembrano ricondurre al profilo dello Spree Murders. Lo spree murders secondo il Crime Classification Manul dell&#8217;FBI è  colui che compie più omicidi apparentemente senza movente plausibile con una distanza temporale molto breve. Tale ipotesi non può ottenere notevoli riscontri, in quanto visto il numero così elevato di vittime e le carenze investigative e professionali delle autorità messicane è difficile capire il momento preciso della morte di più vittime. Inoltre la maggior parte dei cadaveri sono stati rinvenuti a distanza di molto tempo dalla morte e non si può nemmeno dedurre un tempo di coling-off preciso (c.d. tempo di raffreddamento: tempo che trascorre tra la commissione di un omicidio e un altro).  Le notevoli mutilazioni, segni di violenza sessuale, sevizie ecc&#8230; fanno pensare  a omicidi di tipo compulsivo con il solo soddisfacimento del bisogno sessuale. Le estreme violenze sulle vittime, probabilmente, sono dovute a una forma di perversione sessuale di tipo sadico e una bassa percezione e rispetto nei confronti delle donne tipico della personalità maschilista.</p>
<p>7. Indagini svolte</p>
<p>I dati ufficiali sostengono che dal 1992 al 1998, sono stati «risolti» dodici casi di omicidi seriali e 99 casi di omicidi comuni contro le donne (delitti passionali, sessuali, familiari, vendette, regolamenti di conti legati al traffico di droga, commessi durante furti, risse, o per cause non identificate). Dall&#8217;ottobre 1998 al febbraio 2002 sono stati commessi 20 omicidi in serie e 71 omicidi. Dei primi, 15 secondo le autorità sarebbero risolti e 5 sotto inchiesta; dei secondi, 53 sarebbero stati «chiariti» e 18 «saranno chiariti quanto prima». Sono a decine le testimonianze dei famigliari delle vittime che accusano le forze dell&#8217;ordine di aver svolto indagini precarie o peggio hanno accusato dei “falsi colpevoli”. Nel 1995 la polizia aveva arrestato un chimico di origine egiziana Abdel Latif Sharif Sharif  per alcuni delitti. Poco dopo arrestano una banda di giovani malviventi, chiamati Los Rebeldes, contestandoli di essere complici  di Sharif Sharif.  Anche Elisabeth Castro García è stato condannato a trent&#8217;anni di reclusione ma ora le autorità hanno ammesso molte irregolarità nel processo e attualmente è in fase di revisione. Nel 1999 Sharif Sharif è intervenuto telefonicamente in una trasmissione televisiva in cui partecipava il procuratore generale e ha gridato la sua innocenza in diretta e ha sfidato le autorità a sottoporlo alla macchina della verità. In seguito le autorità lo hanno messo in isolamento. Il suo avvocato, Irene Blanco, è stata minacciata di morte e ha dovuto rinunciare alla  difesa. Sharif è morto il primo giugno 2006 nel carcere in circostanze ancora non chiare e un&#8217;inchiesta speciale delle Nazioni Unite ha accertato che le accuse nei suoi confronti sono state del tutto illegittime. Altre accuse hanno riguardato Jesus Manuel Guardado Márquez, soprannominato «El Tolteca», e un gruppo di malviventi soprannominati «Los Choferes». Anche in questi casi sono molti i dubbi sollevati dalla società civile e da alcuni giornalisti; soprattutto perchè dopo gli arresti di quest&#8217;ultimi vi sono stati nuovi rinvenimenti di cadaveri. Nel dicembre 1999 alcuni cadaveri di donne e bambine furono ritrovati vicino a delle proprietà di trafficanti di cocaina. Questo elemento sembrava stabilire un collegamento tra gli omicidi e i narcotraffico ma le autorità non hanno mai seguito questa pista investigativa.   Molti avvocati e i loro familiari sono stati assassinati o hanno subito attentati, numerosi giudici, procuratori, giornalisti hanno ricevuto minacce di morte e sono stati costretti ad abbandonare il loro ruolo. Per giornalisti, avvocati e investigatori incaricati dai famigliari delle vittime è bastato analizzare gli atti giudiziari compiuti dalla polizia per comprendere le gravi azioni illegali e dissimulazioni delle autorità.</p>
<p>8. Ipotesi di risoluzione</p>
<p>Nel dicembre 2009 la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CoIDH) ha condannato lo Stato messicano per violazione del diritto alla vita, all’integrità personale ed alla libertà personale nei confronti di tre donne vittime di omicidio a Juarez. In particolare è accusato di non aver adottato misure di protezione efficaci ed immediate dopo la denuncia di sparizione di donne a Ciudad Juárez, documentata a partire dal 1993. In particolare, la Corte ha accertato :</p>
<ul>
<li>gravi irregolarità nelle indagini: mancanza di informazioni al momento del sopralluogo nel rinvenimento dei corpi, conservazione non idonea della scena del crimine, e “la mancanza di rigore nella raccolta e custodia delle prove, l’identificazione e le inadeguate autopsie dei corpi”;</li>
<li>lacune investigative sin dall&#8217;inizio delle indagini, lo stato si è giustificato sostenendo che esse si erano verificate a causa del “tardivo ed insufficiente procedimento probatorio che si è sviluppato a partire dal 2006”; sono passati oltre otto anni dai fatti ed è ingiustificabile che l’indagine non abbia neppure superato la fase preliminare;</li>
<li>Il fatto che non sia stata ordinata alcuna indagine sui funzionari responsabili delle irregolarità è una mancata tutela delle vittime, contribuisce all’impunità ed incoraggia “la ripetizione cronica delle violazioni dei diritti umani in questione”;</li>
<li>plurime irregolarità nella gestione delle prove, la “produzione” delle prove di colpevolezza come nel caso “El cerillo y la Foca”, dove gli indagati hanno confessato sotto tortura di essere gli assassini,  l’inesistenza di indagini contro i funzionari pubblici per asserita negligenza pregiudicano il diritto di accesso alla giustizia, ad una protezione giudiziaria efficace, al diritto dei famigliari e della società di conoscere la verità di quanto è accaduto.</li>
</ul>
<p>La sentenza in questione ha riguardato giudizialmente solo tre vittime,  ma è un dato storico che  tocca tutte le donne assassinate a Ciudad Juarez. Per una risoluzione investigativa del caso è ovvio che le tutti i componenti delle istituzioni che si sono occupati dei casi devo essere sostituite con persone che avranno indipendenza e autonomia dalle pressione esterne. Dal punto di vista tecnico-operativo l&#8217;ideale è la costituzione di due squadre interforze con obbiettivi diversi: la prima un pool di investigatori che indaghi sui casi di omicidio e la seconda deve accertare i responsabili che hanno portato alle impunità e alle false piste. Le due squadre devono coordinarsi tra loro scambiando informazioni. Entrambe le squadre dovrebbero cercare un collaborazione con agenzie di law enforcement più esperte e estere come l&#8217;FBI che è stata la prima agenzia d&#8217;investigazione ad formare reparti specializzati in crimine organizzato, violenza sessuale e omicidi seriali. Purtroppo le indagini devono ripartire dall&#8217;analisi  e l&#8217;esame della scena del crimine e valutare scrupolosamente ogni prova fisica e selezionando quelle che sono state alterate in precedenza e quelle ancora idonee processualmente. Soprattutto per l&#8217;accertamento della verità è necessario cercare riscontri nelle seguenti piste investigative:</p>
<ul>
<li>· alcune testimonianze indicano che più omicidi di donne sono commessi durante orge sessuali da uno o più gruppi di individui, questo è un elemento importante in quanto tende a cambiare il profilo criminale dei killer;</li>
<li>· alcuni giornalisti scrivono di fonti federali che sospettano di sei  imprenditori di El Paso, del Texas, di Ciudad Juárez e di Tijuana che assolderebbero persone incaricate di sequestrare le donne e di consegnarle per  abusarne e poi uccidere e le autorità messicane sarebbero da molto tempo al corrente di tali attività ma si rifiutano di intervenire. Questi  imprenditori sono vicini agli ambienti dell&#8217;ex presidente Vicente Fox e avrebbero contribuito ai finanziamenti  della campagna elettorale che lo ha portato alla presidenza del paese. Questo spiegherebbe le impunità e le carenze investigative;</li>
<li>tra i sospetti compare più volte il nome di Alejandro Máynez. Egli avrebbe fatto parte di una banda di criminali e la sua potente famiglia  possiede diversi nitgh club. Non è mai stato sentito ma tra il 1992 e il 1998 godeva dell&#8217;amicizia del governatore dello stato di Chihuahua, Francisco Barrio Terrazas e durante il suo mandato, gli assassinii di donne sono aumentati. Il governatore Terrazas ha sempre dichiarato che questi omicidi nascono all&#8217;interno della famiglia per motivi passionali e non avevano nulla di sorprendente. Nonostante questo Terrazas è poi diventato ministro della funzione pubblica durante il mandato di Fox;</li>
<li>·  un giornalista ha scritto che alcuni anni fa un deputato di Ciudad Juárez gli ha confidato  «Non mi stupirebbe se il governo avesse dato ordine a un gruppo della polizia giudiziaria di occuparsi di occultare gli assassini di queste donne». Alludendo al governatore, Patricio Martínez, del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri), che era stato vittima di un attentato e aveva accusato la mafia locale e l&#8217;esecutore materiale era una donna ex agente di polizia giudiziaria;</li>
<li>· il mercato sudamericano degli snuff movies (filmati amatoriali in cui sono presenti delle vere torture che portano alla morte) negli ultimi anni ha avuto un forte incremento; è opportuno verificare se nei sequestri compiuti dei film, tra le protagoniste donne vi siano le vittime di Ciudad Juarez;</li>
<li>· per entrare in alcuni gruppi criminali di Juarez è necessario una sorta di rito di iniziazione che spesso consiste in un violenza sessuale anche di gruppo, questo  spiegherebbe le testimonianze sulle “orge”.</li>
</ul>
<p>Sulla base di quest&#8217;indizi è possibile dedurre che gli autori degli omicidi vanno ricercati soprattutto negli ambienti del narcotraffico o dell&#8217;imprenditoria, che sono i più potenti e influenti del Messico con forti amicizie nel potere esecutivo.</p>
<p>9. Ipotesi di prevenzione</p>
<p>Il femminicidio di Ciudad Juarez è la punta di un iceberg, è la parte più superficiale di un sistema di corruzione che coinvolge l’intero stato. Secondo alcune statistiche il Messico ha indici di corruzione e di criminalità paragonabili ai regime totalitari del terzo mondo. In un paese dove buona parte della classe dirigente è influenzata dai narcotrafficanti, è grazie alla società civile che il caso Juarez è ormai conosciuto dagli organismi internazionali. Sono diverse le associazioni costituitesi negli anni a partire dai “Moschettieri del deserto”. La maggior parte dei cadaveri rinvenuti è stato possibile grazie a quest’associazione che da anni setaccia i luoghi in cui vengono abbandonati i cadaveri. Grazie ad altre associazioni anche il parlamento italiano ed europeo si sono interessati alla vicenda. L’interessamento degli altri stati e organizzazioni internazionali è necessario. Grazie alle pressioni e i controlli internazionali le autorità messicane  saranno più attenti a svolgere adeguatamente il loro lavoro impedendo di  lasciare altri impuniti in libertà. E’ lo stesso popolo di Juarez a proporre delle riforme strutturali che possano cambiare in meglio la città. Sul sito /www.mirajuarez.org/ è possibile leggere “Il Patto”. Il Patto è un Progetto di Piano Strategico per Juárez A.C., che parte dall’adesione di oltre 14 mila cittadini che partecipano alla elaborazione. Questo progetto è un insieme di proposte che hanno l’obbiettivo di migliorare la governabilità toccando e riformando settori come la coesione sociale, le infrastrutture, la convivenza, l&#8217;educazione, l&#8217;immagine della città e la creazione di opportunità. Questo modello di città è il miglior modo per evitare che accadono nuovamente crimini atroci come quelli commessi dal 1993  ad oggi.</p>
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		<title>La menzogna secondo Paul Ekman</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
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		<category><![CDATA[indizi]]></category>
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		<description><![CDATA[Paul Ekman è uno psicologo statunitense che da anni studi l&#8217;emozioni e l&#8217; espressioni  facciali. E&#8217; considerato uno dei massimi esperti in materia.  Ha pubblicato  diversi opere, tra cui &#8221; I volti della Menzogna&#8221;. Quest&#8217;ultimo è interamente dedicato ai segnali di menzogna che possiamo individuare in una persona che mente. Sono considerate menzogne tutti quei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/paul-ekman.jpg"></a><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/paul-ekman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-222" title="paul ekman" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/paul-ekman-183x300.jpg" alt="" width="183" height="300" /></a><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/paul-ekman.jpg"></a>Paul Ekman è uno psicologo statunitense che da anni studi l&#8217;emozioni e l&#8217; espressioni  facciali. E&#8217; considerato uno dei massimi esperti in materia.  Ha pubblicato  diversi opere, tra cui &#8221; I volti della Menzogna&#8221;. Quest&#8217;ultimo è interamente dedicato ai segnali di menzogna che possiamo individuare in una persona che mente.</p>
<p>Sono considerate menzogne tutti quei comportamenti o azioni messi in atto da un individuo per trarre in  inganno uno o più individui. Essa può assumere principalmente due forme: <strong>falsificazione </strong>o <strong>dissimulazione</strong>. La prima è quando qualcuno cerca di <strong>occultare la verità</strong>. Nella dissimulazione invece il mentitore <strong>presenta delle informazioni false</strong> come se fossero vere. Ekman  individua altre forme di menzogna più rare:</p>
<ul>
<li>sviare sospetti;</li>
<li>ammettere alcune emozioni indicandone una causa falsa;</li>
<li>ammettere la verità in maniera così esagerata ed umoristica da trarre in inganno;</li>
<li>dissimulare a metà, cioè ammettere una verità parziale in modo tale da sviare l&#8217;interesse per la parte celata;</li>
<li>dire la verità in modo da lasciar intendere il contrario.</li>
</ul>
<p>E&#8217; possibile riscontrare due categorie d&#8217; indizi di menzogna:</p>
<ul>
<li>indizi <strong>rilevatori </strong>che mettono inavvertitamente a nudo la verità;</li>
<li>indizi di <strong>falso </strong>in cui il comportamento del mentitore permette solo di sospettare che dichiari del falso senza avere una certezza assoluta.</li>
</ul>
<p>Nel suo testo, Ekman, si sofferma diverse volte sulla rarissima certezza delle menzogne. Solitamente è possibile conoscere il grado di probabilità se siamo dinanzi a una menzogna,  ma sono rari i casi in cui siamo sicuri che una persona sta mentendo. Spesso il mentitore non può impedire alcuni suoi comportamenti che potrebbero tradirlo per due motivi: <strong>causa di pensiero ed emozioni</strong>.  Anche quando  le circostanze non costringono il mentitore a cambiare strategia di menzogna, può avere difficoltà a ricordare ciò che ha detto in precedenza e di conseguenza far trapelare alcune incongruenze (indizi). Nascondere o fingere un emozione non è facile, per cui una volta che si attiva il mentitore deve cercare di nasconderla o minimizzarla. Alcune emozioni in particolare sono più difficili da nascondere rispetto ad altre:</p>
<p>La <strong>paura </strong>di essere scoperti, tale apprensione è riscontrabile nei seguenti casi:</p>
<ul>
<li>il destinatario ha fama di essere duro da raggirare;</li>
<li>vittima sospettosa sin dall&#8217;inizio;</li>
<li>mentitore con poca esperienza nel settore;</li>
<li>posta in gioca molo alta;</li>
<li>destinatario che non trae nessun vantaggio dalla menzogna;</li>
<li>punizione elevata nel casso sia scoperto.</li>
</ul>
<p>Il <strong>senso di colpa</strong> sarà massimo quando:</p>
<ul>
<li>il destinatario non è una &#8220;vittima volontaria&#8221;;</li>
<li>l&#8217; inganno è molto &#8220;egoistico&#8221;;</li>
<li>l&#8217;inganno non è autorizzato dal contesto;</li>
<li>il mentitore ha poca esperienza;</li>
<li>mentitore e vittima condividono dei valori sociali;</li>
<li>mentitore e vittima si conoscono da molto tempo.</li>
</ul>
<p>Alcuni mentitori traggono alcuni piaceri dalla <strong>sfida</strong>. Il piacere della sfida sarà massima quando:</p>
<ul>
<li>la vittima pone una sfida ;</li>
<li>l&#8217;inganno stesso è una sfida;</li>
<li>gli osservatori della comunicazione apprezzano le abilità del mentitore.</li>
</ul>
<p>Paul Ekman individua nei <strong>lapsus </strong>un indizio di menzogna. I lapsus si riscontrano nei nomi famigliari ed errori di lettura o scrittura.  I lapsus, secondo Freud, esprimono un qualcosa che non si vuole dire.</p>
<p>Nella <strong>voce </strong>vi sono alcuni elementi che inseriti in un determinato contesto emozionale posso rivelare alcuni indizi di menzogna. Nelle emozioni di rabbia, paura ed eccitazione, il tono di voce è più acuto del solito e siamo dediti a parlare più forte e rapidi. Si può notare un&#8217;alterazione della voce nel senso di colpa e nella tristezza. Per esempio, quando un soggetto che apparentemente sorride rivela alcuni elementi elencati in precedenza, fa sospettare che in realtà fa finta di ridere, l&#8217;emozione che prova veramente è un altra.  Anche nel <strong>corpo </strong>è possibile riscontrare elementi fisiologici che a volte sono indizi di menzogna. Nelle emozioni molto intense è riscontrabile una modificazione del ritmo respiratorio, sudorazione, frequente degluitizione e bocca molto arida.</p>
<p>Il <strong>viso </strong>rivela ciò che il bugiardo vuol mostrare e ciò che vuole nascondere. I <em>sentimenti nascost</em>i possono essere svelati con le<strong> micro-espressioni</strong>. Sono espressioni che si riescono a vedere prima di essere soffocate e le tracce rimangono sul viso perchè è impossibile inibire volontariamente alcuni muscoli del viso. Gli indizi negli <strong>occhi </strong>sono meno affidabili ma sempre utili. Quando sono bassi o sfuggenti indicano tristezza, vergogna o senso di colpa; quando vi è un ammiccamento è indizio di   forte emozioni; lacrimano quando vi è dolore o tristezza. Vi è un rossore nel viso quando c&#8217;è imbarazzo o vergogna. Ekman, spiega che dividendo il viso con una linea verticale astratta, i lineamenti del viso sono assimetrici quando si finge un espressione: una parte rivela la vera emozione e l&#8217;altra quella finta. L&#8217; espressioni facciali che durano oltre i 5 secondi spesso possono essere false, sicuramente finte se durano oltre i 10 secondi.</p>
<p>Paul Ekman elenca alcuni per pericoli e precauzione che cacciatore di teste deve conoscere per evitare errori:</p>
<ul>
<li>cercare di rendere più esplicita possibile ogni espressione del sospetto mentitore;</li>
<li>ricordare sempre i  concetti di falso positivo (credere a un mentitore) e di falso negativo (scambiare un onesto per un mentitore);</li>
<li>eliminare dalla propria mente ogni possibile preconcetto;</li>
<li>spesso gli indizi di menzogna vengono da sentimenti innocenti;</li>
<li>valutare gli indizi di falso con più segnali di più emozioni possibili;</li>
<li>considerare se il sospetto mentitore sa di essere tale;</li>
<li>conoscenza colpevole;</li>
<li>non trarre mai conclusioni definitive circa la sincerità o falsità con i soli indizi comportamentali;</li>
<li>errore di Otello: non credere ad un onesto;</li>
<li>errore di Brokaw: giudicare una persona di cui si conosce poco i propri comportamenti;</li>
</ul>
<p>Nei prossimi giorni parlerò della seconda parte del testo in cui Ekman parla del <strong>poligrafo </strong>e della  sua poca affidabilità.</p>
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		<title>Appunti da una lezione di Tano Grasso</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 00:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Iafano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investigazione]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[raccket]]></category>
		<category><![CDATA[tano grasso]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Aquila, 27 gennaio 2009 In un seminario organizzato dal Corso di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali della Facoltà di Psicologia de L&#8217;Aquila, Tano Grasso (Presidente della Federazione Antiracket Italia), parla della mafia in tempo di crisi. In questo periodo che il credito legale tende a restringersi, il credito illegale si allarga. L&#8217;usuraio mafioso è [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;"><a href="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/tanograsso.jpg"><img class="size-full wp-image-219 alignleft" title="tanograsso" src="http://www.antonioiafano.com/wp-content/uploads/2010/03/tanograsso.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
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<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">L&#8217;Aquila, 27 gennaio 2009</p>
<p>In un seminario organizzato dal Corso di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali della Facoltà di Psicologia de L&#8217;Aquila, <strong>Tano Grasso </strong>(Presidente della Federazione Antiracket Italia), parla della mafia in tempo di crisi. In questo periodo che il credito legale tende a restringersi, il credito illegale si allarga. L&#8217;usuraio mafioso è maggiormente interessato a riciclare il denaro sporco e non a l&#8217;interesse sul prestito. Quindi l&#8217;usura è strumentale al riciclaggio. Un commerciante in crisi è una buona opportunità per la mafia che inizialmente si presenta come amica, ma in seguito con l&#8217;aumentare degli interessi può arrivare sino ad acquisire completamente l&#8217;azienda usurata. Grasso continua la lezione spiegando il fenomeno dell&#8217;estorsione con alcuni punti chiave.</p>
<p><strong>Chi è la vittima?</strong></p>
<p>Solitamente un lavoratore autonomo. Mai imprese in fallimento o in crisi, potrebbero essere un investimento a perdere anche per le organizzazioni mafiose.</p>
<p><strong>Dov&#8217;è?</strong></p>
<p>Territori sicuri per la mafia, quindi quelli in cui hanno una presenza radicale. La percezione di sicurezza del commerciante può variare di città in città, la risposta alla richiesta di estorsione di un commerciante aquilano è sicuramente differente da uno palermitano.</p>
<p><strong>Com&#8217;è?</strong></p>
<p>La richiesta di estorsione solitamente si ha in tre modi: richiesta esplicita, atti illusori o atti vandalici. I modi variano anche in base all&#8217;organizzazione criminale. Per esempio la classica richiesta nei cantieri edili di Napoli si ha con una richiesta esplicita di due individui con caschi integrali e un mezzo a due ruote. I camorristi, minacciano con la pistola gli operai di smettere di lavorare sino a quando “il mastro non si mette a posto”. Secondo Tano Grasso, invece Cosa Nostra è raro che faccia una richiesta così esplicita. Quest&#8217;ultima è ipersensibile al consenso sociale, assalire con una pistola il cantiere potrebbe essere una tecnica invasiva e rischia di essere troppo ostile.</p>
<p>Nelle zone in cui vi è un radicamento dell&#8217;organizzazione, l&#8217;imprenditore è sempre a conoscenza del clan che gli fa la richiesta estorsiva. Il mafioso è un “<strong>soggetto pubblico</strong>” è difficile non riconoscere il suo status sociale. Grasso per spiegare questo concetto riporta al presente quei primi mesi del 1992, quando lo stato fece sentire su Palermo la sua opera di giustizia. In quel periodo la mafia per due mesi non fece richieste estorsive nel centro di Palermo perchè molti picciotti erano allo stato detentivo e i commercianti di loro spontanea volontà cercavano il mafioso a cui consegnare il pizzo.</p>
<p><strong>Cosa succede nella vittima che denuncia l&#8217;estorsione?</strong></p>
<p>Per l&#8217;imprenditore che denuncia <strong>niente sarà più come prima</strong>. La sua percezione di sicurezza cambia. Si sentirà sempre in pericolo e avrà paura per se stesso e per i propri cari. E&#8217; a questo punto che lo stato si dovrebbe far sentire con l&#8217;ausilio delle forze dell&#8217;ordine e un team che possa accompagnare la vittima e i suoi famigliari in un percorso di legalità. Dalla denuncia in poi la vittima cercherà una giustificazione dei suoi comportamenti, cercherà di dare un senso alla propria scelta. La vittima che non denuncia non ammetterà mai di pagare per una questione d&#8217;identità.</p>
<p><strong>Il pizzo è l&#8217;essenza della mafia</strong>: ci può essere estorsione senza mafia ma non viceversa. Il pizzo è un <strong>riconoscimento sociale</strong>, l&#8217;imprenditore paga la mafia perchè l&#8217;accetta e la riconosce. Infine, Tano Grasso conclude spiegando che l&#8217;imprenditore è maggiormente motivato nella denuncia quando è accompagnato dagli altri commercianti, l&#8217;<strong>unione fa la forza</strong>.</p>
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