Posted on gennaio 03rd, 2012 in
Antimafia
“Vivo e sono contenta di vivere,- scriveva nel suo diario personale Annalisa Durante - anche se la mia vita non è quella che avrei desiderato. Ma so che una parte di me sarà immortale“. Bionda, soli 14 anni con una una vita ed un futuro tutto da scoprire, una “scugnizza” la definirebbero i suoi compaesani. “Cari genitori, – si legge nel suo diario 6 mesi prima di essere uccisa – quando Pasqua sarà veramente festa di Rinnovamento, papà avrà un lavoro vero e noi andremo via da Forcella“. Oggi avrebbe avuto la mia stessa età. Dopo aver letto il suo diario si ha la certezza che da grande sarebbe stata una persona brillante, una di quelle che portano solo successi e soddisfazioni alla sua famiglia. Tutto ciò non è stato possibile a causa di coloro che il 17 marzo 2004 scambiarono il rione Forcella per una trincea di guerra.
Era un sabato sera, in compagnia di un’amica e della cugina ascoltava della musica, probabilmente canzoni neomelodici, le preferite dalle ragazze napoletane. All’improvviso due motorini accellerano al massimo, rinconrrono qualcuno, le ragazze non si rendono conto, poi gli spari, molti scappano ma Annalisa cade a terra: due pallottole la centrano.
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